Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto con profonda attenzione e con senso di responsabilità istituzionale del grave episodio di violenza verificatosi il 19 dicembre in via Gandhi, nel quartiere Canalina di Reggio Emilia, che ha visto coinvolti un ragazzo di 15 anni e un suo coetaneo, entrambi rimasti feriti a seguito di un’aggressione da parte di un gruppo di giovani. L’evento, avvenuto in pieno giorno e in un contesto urbano ordinario, ha generato un comprensibile stato di allarme e preoccupazione nella comunità locale.
L’accaduto, collocandosi temporalmente in prossimità dell’uscita da scuola, richiama in modo diretto il ruolo della scuola come istituzione centrale nella formazione della persona e nella prevenzione dei fenomeni di violenza e marginalizzazione. La scuola non è soltanto luogo di istruzione, ma rappresenta un presidio educativo fondamentale, chiamato a promuovere valori di rispetto, convivenza civile e responsabilità sociale. Episodi come quello verificatosi evidenziano la necessità di rafforzare tale funzione, affinché la scuola possa continuare a essere uno spazio sicuro, inclusivo e capace di intercettare tempestivamente segnali di disagio.
Nel pieno rispetto del lavoro delle autorità competenti, impegnate nelle attività di indagine e nella ricostruzione puntuale dei fatti, il CNDDU ritiene tuttavia indispensabile affiancare all’azione di contrasto una riflessione più ampia e strutturata di natura educativa e culturale. La violenza tra adolescenti non può essere affrontata esclusivamente in chiave repressiva, ma richiede una lettura complessa che tenga conto dei mutamenti sociali, delle fragilità relazionali e delle difficoltà che molti giovani sperimentano nel costruire la propria identità e nel gestire il conflitto.
In tale quadro, la scuola deve essere sostenuta con strumenti adeguati: risorse stabili, formazione continua del personale docente, presenza di figure educative di supporto e una rete di collaborazione efficace con famiglie, servizi sociali, enti locali e associazioni del territorio. Solo attraverso un’azione coordinata è possibile prevenire dinamiche di esclusione, isolamento e aggregazione violenta, offrendo ai giovani alternative educative fondate sul dialogo e sulla partecipazione.
Il Coordinamento sottolinea inoltre l’importanza di rendere sistematici e non occasionali i percorsi di educazione ai diritti umani, alla legalità e alla cittadinanza attiva, affinché tali tematiche non restino confinante a interventi emergenziali, ma diventino parte integrante del curricolo scolastico e della vita delle comunità educanti. Educare al rispetto della dignità della persona e alla gestione non violenta dei conflitti significa investire concretamente nella sicurezza e nella coesione sociale.
Nel rinnovare la vicinanza ai ragazzi coinvolti e alle rispettive famiglie, così come alla comunità del quartiere Canalina, il CNDDU auspica che quanto accaduto possa costituire occasione per un’assunzione di responsabilità condivisa. È necessario un impegno istituzionale continuativo volto a rafforzare la funzione educativa della scuola e a promuovere politiche di prevenzione efficaci, capaci di garantire ai giovani contesti di crescita sereni, sicuri e rispettosi dei diritti fondamentali, nell’interesse dell’intera collettività.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU

Reggio Emilia, aggressione tra adolescenti nel quartiere Canalina: necessario rafforzare prevenzione ed educazione

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