Regione Lazio condannata a restituire 13.393,44 Euro alla figlia di un malato di Alzheimer per soggiorno in R.S.A.

ROMA –  Importante sentenza del Tribunale di Roma su giudizio proposto dai legali dell’Associazione Avvocato del Cittadino per contodi una figlia, decisa a far valere le proprie ragioni, che ha richiesto alla Regione Lazio la restituzione della somma da lei versata per la degenza dell’anziano padre, malato di Alzheimer, presso una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) della capitale.Alla donna era stata indebitamente richiesta la compartecipazione alla retta dovuta per il soggiorno del genitore nella struttura di cura: la Regione Lazio è stata condannata al pagamento della somma complessiva di 13.393,44 Euro  (l’importo speso più gli interessi).

Con sentenza n. 14180/2016 il giudice, richiamando la precedente giurisprudenza ,ha affermato che “l’attività prestata in favore di soggetto gravemente affetto da morbo di Alzheimer ricoverato in istituto di cura è qualificabile come attività sanitaria, quindi di competenza del Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi dell’art. 30 della legge n. 730 del 1983, secondo cui sono a carico del SSN gli oneri delle attività di rilievo sanitario connesse con quelle socio-assistenziali”.

“Siamo entusiasti del risultato ottenuto – dice Emanuela Astolfi, presidente di Avvocato del Cittadino – In caso di malati gravi di Alzheimer, il costo del soggiorno in RSA è totalmente carico dello Stato, non essendo possibile distinguere tra prestazioni sanitarie (totalmente a carico del servizio sanitario nazionale) e prestazioni assistenziali (per cui può essere richiesta la contribuzione a Comuni e beneficiari). Siamo a disposizione di tutte le famiglie che hanno bisogno di consulenze in merito: basta contattarci tramite il sito www.avvocatodelcittadino.com e fissare un appuntamento per una consulenza”.

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