Replica del sindaco Michelini e dell’assessore Ciambella alla lettera dei 38 lavoratori ex Esattorie

“L’impegno di questa amministrazione comunale non è mai venuto meno. Né per quel che concerne la tutela delle casse comunali, né per quel che riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti della società Esattorie SpA.primo-consiglio-comunale-michelini-ciambella Il nostro impegno, assunto davanti all’intero Consiglio Comunale, è quello di porre in essere tutte le azioni possibili per garantire riposte concrete alle tante famiglie coinvolte in questa vicenda”.

“Tra queste rientra anche l’ipotesi valutata e condivisa dai circa 5.600 comuni italiani che si trovano nelle nostre condizioni, ovvero la costituzione di un consorzio tra Anci ed Equitalia. La nostra partecipazione all’incontro di Firenze è stata dettata proprio per comprendere nel dettaglio le varie fasi”.

“Al momento non ci sono ancora novità rilevanti, ma non escludiamo questa strada. Così come non escludiamo di trovare una soluzione interna a Palazzo dei Priori, rivolta al potenziamento dell’ufficio tributi. Soluzione questa particolarmente improbabile, considerato l’attuale quadro normativo. Questa amministrazione non ha mai mentito, né detto mezze verità. Non ha intenzione di iniziare oggi a dare false speranze a chi si trova in condizioni drammatiche e disperate. L’unica certezza riguarda la nostra ferma volontà per tentare di garantire tutti i livelli occupazionali. Nello stesso giorno in cui siamo stati costretti a norma di contratto a rescindere il rapporto con Esattorie SpA, la stessa società ha presentato l’istanza di concordato fallimentare, con tutte le conseguenze che ne sono derivate, anche sul piano dei livelli occupazionali”.

“La soluzione “più blanda” era impossibile anche per questa motivazione, ma anche per il fatto che all’ente Comune non erano stati riversati 4 milioni e mezzo di euro di tributi versati dai contribuenti viterbesi. Con la società che non pagava i dipendenti da quattro mesi, con una procedura fallimentare avviata dalla stessa e i 4 milioni e mezzo di euro di ammanco nelle casse comunali, come avrebbe potuto il Comune continuare il rapporto lavorativo in modo vantaggioso per l’ente stesso e per i dipendenti della società Esattorie? I disagi affrontati dall’ente sono stati ampiamente valutati”.

“Per quanto riguarda l’attività di riscossione, i titoli giuridici sono validi. L’amministrazione non ha perso nulla. Nel momento in cui la normativa nazionale farà chiarezza sul soggetto che dovrà provvedere alla riscossione, questo Comune non farà altro che presentare gli stessi titoli giuridici. C’è comunque un interesse a ricercare, se possibile, anche altre soluzioni di gestione del servizio di riscossione spontanea, in modo da favorire il riassorbimento dei lavoratori, ex dipendenti Esattorie SpA”.

Firmato Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo e Luisa Ciambella, assessore al Bilancio

   

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