ROCCALVECCE ( Viterbo) – Si è svolta con grande partecipazione di fedeli e cittadini la cerimonia di inaugurazione e riconsegna alla comunità della Chiesa della Vergine Santissima del Nespolo di Roccalvecce, al termine di un’accurata opera di restauro e consolidamento.
L’evento, tenutosi domenica 16 novembre alle ore 11 e svoltosi con il patrocinio del Comune di Viterbo, è stato impreziosito dalla presenza del Coro Giovanile di Segni, che ha animato la celebrazione eucaristica con canti liturgici ed ha poi proposto alcuni brani del proprio repertorio, regalando un momento di particolare intensità artistica e spirituale. La Messa, presieduta dal parroco don Mauro Manzoni, si è svolta alla presenza delle autorità locali, dei tecnici che hanno seguito i lavori e di numerosi fedeli, segnando il ritorno all’uso liturgico di un luogo di culto da sempre profondamente radicato nella storia e nella vita del territorio.
Storia e tradizione dell’apparizione:
La Chiesa della Vergine Santissima del Nespolo affonda le sue origini in un’antica tradizione legata all’apparizione dell’immagine della Madonna con il Bambino. Secondo il racconto tramandato, nel 1428 Maria sarebbe apparsa su una tegola a dei pastori, su un albero di nespolo situato nei pressi di una grotta. L’immagine, trasportata in un primo momento a Roccalvecce, sarebbe miracolosamente tornata sul luogo dell’apparizione, spingendo così la comunità a erigere una chiesa per custodirla e venerarla.
I primi riferimenti documentali all’edificio risalgono alla fine del XVI secolo, con la menzione di un’indulgenza plenaria, e alle Disposizioni Statutarie di Rocca del Vecce (tra XV e XVI secolo). Il primo documento con data certa è una nota del 1569 relativa alla costruzione della chiesa.
L’edificio attuale fu realizzato a seguito di un voto formulato dalla comunità nel 1893. I lavori, diretti da don Giovanni Sonni, iniziarono nel 1895 e si conclusero con l’inaugurazione del 7 settembre 1898, presieduta dal vescovo di Bagnoregio, monsignor Eutizio Parsi.
Il restauro e i fondi PNRR
Il recente intervento di recupero è stato finanziato con fondi del PNRR dedicati al restauro delle chiese rurali, nell’ambito dell’Investimento 2.2 della Missione 1, Componente 3 “Cultura 4.0”, dedicata alla tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.
L’operazione rientra nel più ampio programma avviato dalla Curia Vescovile di Viterbo per il restauro di 18 chiese rurali diffuse sul territorio della Tuscia, reso possibile grazie alla collaborazione tra la Curia, la parrocchia di San Paolo Apostolo e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale.
Il progetto è stato redatto dallo studio Alma Civita s.r.l., specializzato nel restauro di immobili di pregio, mentre i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Paolo Fedele s.r.l. di Soriano nel Cimino.
Gli interventi hanno riguardato un restauro conservativo e funzionale, con particolare attenzione al rifacimento delle strutture di copertura ormai compromesse e al recupero della facciata principale. L’obiettivo è stato quello di assicurare la conservazione e la piena fruibilità di questo piccolo edificio sacro, garantendone la tutela nel tempo e rafforzando il legame con la comunità di Roccalvecce.
La riconsegna della chiesa restaurata rappresenta l’esito positivo di un progetto che coniuga la salvaguardia del patrimonio storico-artistico con una più ampia strategia di rigenerazione culturale e territoriale, nel pieno rispetto degli obiettivi e delle tempistiche previste dal PNRR, restituendo alla collettività un luogo di preghiera e di memoria condivisa.








