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Ricordare le vittime di Nassiriya e i caduti nelle missioni di pace

Commemorazioni ad Anzio e Nettuno, unite nel ricordo. In piazza anche il figlio di Valerio Daprà.  Ventidue anni dopo la tragedia di Nassiriya, l’Italia intera continua a ricordare con profonda commozione i suoi caduti. Ad Anzio e Nettuno, due città legate da una storia di mare e di memoria, la giornata del 12 novembre è stata segnata dal raccoglimento e dal rispetto verso coloro che hanno sacrificato la vita per la pace. Tra tricolori e silenzi solenni, cittadini, studenti e autorità hanno condiviso lo stesso sentimento di gratitudine: quello verso uomini e donne che, anche lontano da casa, hanno portato nel mondo il valore dell’Italia migliore.

La Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace è stata celebrata con due solenni cerimonie, prima a Nettuno e poi ad Anzio, alla presenza delle autorità civili e militari del territorio. A Nettuno, la commemorazione si è svolta alla presenza del sindaco Nicola Burrini, che ha ricordato il sacrificio dei 19 italiani uccisi a Nassiriya, in Iraq, il 12 novembre 2003. Una strage che, dopo ventidue anni, continua a rappresentare un simbolo del coraggio e del servizio in nome della pace. Subito dopo, ad Anzio, la cittadinanza si è riunita nel piazzale dedicato alle vittime di Nassiriya per rendere omaggio non solo ai caduti di quella tragica giornata, ma anche alle recenti vittime dell’Arma dei Carabinieri a Castel d’Azzano (Verona), ricordando che la dedizione al dovere e il senso di responsabilità restano pilastri indelebili delle nostre Forze Armate. Particolarmente significativo il momento in cui Christian Daprà, figlio di Valerio Daprà, uno dei militari morti a Nassiriya e residente ad Anzio, ha preso parte alla cerimonia: la sua presenza ha rappresentato un legame vivo e concreto tra passato e presente, tra memoria e continuità dei valori familiari e patriottici.

Alla cerimonia di Anzio è intervenuto il vicesindaco Pietro Di Dionisio, che ha rappresentato la città anche all’evento di Nettuno, sottolineando l’importanza di un ricordo condiviso e collettivo. Nel suo discorso, ha voluto rimarcare come il sacrificio di quei militari e civili debba essere esempio per le nuove generazioni: “Ricordare Nassiriya significa rinnovare l’impegno per la pace e per la libertà. Ogni nome inciso nella pietra è una storia di coraggio, di amore per il proprio Paese e di altruismo.

Oggi, come allora, il nostro compito è non dimenticare e trasmettere ai giovani il senso di ciò che quei militari e civili rappresentano: l’Italia migliore.” Anche a Nettuno, il sindaco Nicola Burrini ha voluto esprimere la vicinanza della comunità a tutte le famiglie dei caduti, sottolineando la necessità di mantenere viva la memoria come atto di riconoscenza verso chi ha scelto di servire la pace a rischio della propria vita. Le cerimonie, entrambe molto partecipate, hanno visto la presenza di studenti, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, associazioni combattentistiche e cittadini, riuniti in un abbraccio ideale tra le due città. Le immagini, curate dal fotografo Francesco Di Ruocco, hanno catturato la solennità e la profonda umanità di un momento di grande valore civico e morale.

Ad Anzio e Nettuno, unite nel ricordo e nel silenzio, la memoria di Nassiriya continua a essere un faro di consapevolezza e di gratitudine. Le note dell’inno nazionale, il saluto delle autorità e l’omaggio dei cittadini hanno trasformato questa giornata in un messaggio di pace e di unità, ricordando che dietro ogni uniforme c’è una storia, una famiglia, un sacrificio.

La memoria, custodita nei cuori e nei luoghi delle due città, rimane un impegno vivo: per non dimenticare mai chi ha dato tutto per costruire un mondo più giusto e più umano.

Anzio,12 nov. 25 – di Elvio Vulcano

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