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Ricorrono oggi 78 anni dalla dipartita di Sua Maestà Re Vittorio Emanuele III di Savoia

Salì al trono il 29 maggio 1900 a seguito del regicidio del padre, Re Umberto I, assassinato a Monza per vile mano anarchica. Il 9 maggio 1946 abdicò in favore del figlio, il Principe Umberto, e partì per Alessandria d’Egitto con la Regina Elena. Qui morì CITTADINO ITALIANO A TUTTI GLI EFFETTI, dato che lo Statuto Albertino cessò di avere efficacia soltanto nel 1948. Il grande Aldo Mola disse di lui:_”Lì rimase sepolto: “esule” nella memoria, dopo anni di isolamento ed emblema della riluttanza degl’italiani a fare i conti con la propria storia, corrivi ad attribuirsi collettivamente il merito dei successi e ad addebitare le sconfitte a “una persona, una persona sola”, al capro espiatorio di turno”.

Il 17 dicembre 2017 le sue spoglie mortali tornano finalmente in Italia: l’ignobile esilio repubblicano infatti, che ancora oggi ha paura persino dei morti, nulla poté più imporre. In attesa dell’unica collocazione che la storia può accettare, il Pantheon a Roma, per ora Sua Maestà riposa nella Basilica di Vicoforte a Cuneo, accanto all’amata Regina Elena.

Vittorio Emanuele III visse sempre in prima persona le vicissitudini della Patria, dagli onori agli oneri, dato che la Monarchia si fondava sullo Statuto Albertino, voluto come patto irrevocabile e indissolubile tra il sovrano e la nazione. Il Re non era Superiore alla legge, Sua Maestà ne era ben consapevole, ed è per tale principio che si addossò d’innanzi alla storia anche colpe non sue.

Continuando a citare Mola:_”Nelle fasi critiche Vittorio Emanuele III fece molto di più di quanto gli fosse richiesto dallo Statuto. Non agì però mai per sé ma per quello che via via venne prospettato quale interesse generale dell’Italia”.

Sono stati 46 anni di regno non semplici da consegnare alla storia, indubbiamente trascorsi tra luci ed ombre, che ancora fanno discutere, ma certamente vissuti come il primo dei figli di un’Italia amata fino alla fine.

In tale ottica vogliamo citare uno stralcio significativo del messaggio per il nuovo anno, che Sua Altezza Reale Emanuele Filiberto di Savoia ha rivolto agli italiani.

“…. Casa Savoia intende farsi promotrice di momenti di riflessione e approfondimento, volti a rileggere il nostro passato con obiettività e rispetto. Onorare la storia in ogni sua parte senza “adornarne le ceneri”, come amava ricordare mia Nonna la Regina Maria José, è l’unico modo per offrire alle nuove generazioni basi solide su cui costruire il futuro”.

Ass. Culturale Patria e Monarchia

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