Riprendono gli incontri presso la Rocca Albornoz di Viterbo

VITERBO – Come annunciato in occasione del finissage lo scorso 30 gennaio, riprendono gli incontri presso il Museo Nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo, in concomitanza con la mostra in Fototempismo Il Risveglio degli Etruschi, prorogata fino al 27 marzo 2022.

Parliamo di arte contemporanea è il titolo della conversazione con Salvatore Enrico Anselmi, storico, critico d’arte e scrittore; Gianpiero Ascoli, Direttore del Centro Immagine; Enzo Trifolelli, fotografo ricercatore, che si terrà sabato 12 marzo 2022, alle ore 17.00.

In programma un incontro dibattito per conversare su alcuni temi relativi all’arte del XX secolo fino alle forme espressive più recenti, allo scopo di individuare verso quale percorso si sta rivolgendo la ricerca degli artisti che hanno fatto della sperimentazione la loro cifra denotativa.

Un confronto costruito in forma di dialogo, quesiti intesi come spunto di riflessione e argomentazioni sui temi proposti, per capire quale ruolo abbia nel contesto contemporaneo di civiltà l’espressione artistica.
Le logiche di mercato e i dubbi che il pubblico generalista si pone, la ricerca pura e le dinamiche economiche, alcuni artisti storici che sono ancora motivo di perplessità e dibattito tra i non addetti ai lavori, il rapporto tra spazi antichi e interventi contemporanei, il passaggio dalla figurazione all’astrazione, il superamento della bidimensionalità delle superfici e del supporto, per raggiungere il concetto plastico di oggetto artistico, sono alcuni dei temi che saranno oggetto di dibattito.

Arte e pubblico appartengono a sfere collidenti o destinate a non incontrarsi per mancanza di reciproca comunicazione?
L’arte contemporanea è diventata una forma recessiva di espressione intellettiva dell’uomo?
Nel corso dell’incontro si intende rispondere anche a queste domande.

Scopo di Parliamo di arte contemporanea sarà quindi spingere e indirizzare il pubblico a rivolgere, secondo una prospettiva dialettica, nuovo interesse per le forme d’arte che hanno preso le distanze dalle finalità illustrative e di rappresentazione naturalistica in direzione di linguaggi che presuppongono una mediazione critica ed esegetica per essere compresi.

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