Riserva del lago di Vico: donna trovata morta

di REDAZIONE-

VITERBO- Una tragica scoperta scuote la tranquillità della riserva del lago di Vico: il corpo senza vita di Giuseppina Nuti, novantenne scomparsa da Canale Monterano, è stato ritrovato nei boschi della Tuscia. La vicenda, ancora avvolta nel mistero, ha portato alla luce nuovi interrogativi sulle circostanze della sua morte.

Il caso ha preso una svolta inquietante quando uno dei figli della donna, Romeo Droghini, è stato fermato dai carabinieri dopo aver confessato di aver occultato il cadavere della madre. La scomparsa di Giuseppina, segnalata dal figlio residente in Emilia Romagna che non riusciva a contattarla da giorni, ha scatenato una serie di indagini da parte delle forze dell’ordine.

Le ricerche hanno portato alla luce particolari sospetti: il figlio sessantenne della donna, poco prima della sua scomparsa, aveva prelevato la pensione della madre e si era allontanato improvvisamente, interrompendo ogni contatto telefonico. Il suo ritrovamento in un bed & breakfast della zona ha portato alla confessione sul luogo di occultamento del cadavere.

Tuttavia, la causa della morte di Giuseppina Nuti rimane avvolta nel mistero: era già deceduta quando il figlio ha nascosto il suo corpo, o ci sono elementi che suggeriscono un omicidio? Solo l’autopsia potrà rispondere a queste domande e far luce sulle circostanze del tragico evento.

Al momento, gli investigatori mantengono aperte tutte le ipotesi, senza escludere nessuna pista. Sono in corso approfondimenti sulla vita del figlio sessantenne, il quale sembra non avere legami significativi nella comunità di Caprarola, dove si era temporaneamente stabilito.

La morte di Giuseppina Nuti rimane un enigma da risolvere, mentre le indagini proseguono nella ricerca della verità su questo dramma che ha scosso la tranquillità della riserva del lago di Vico.

Presunzione di innocenza: Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva.

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