Risposta del Governo italiano alla Commissione Europea sulle proposte di modifica al DEF

di REDAZIONE-

ROMA- Confermate le linee guida del nuovo  Documento di Economia e Finanza 2019. Il Governo, per voce del Ministro dell’economia Tria, risponde alla Commissione Europea

Ministro Tria

mantenendo invariati i punti programmatici della manovra, in particolare il rapporto deficit/PIL al 2,4% condizione assolutamente indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di governo: “(….)Le ragioni alla base dell’impostazione del documento sono state ampiamente illustrate nella precorsa corrispondenza. Il Governo ritiene che le ragioni già esposte mantengano tutta la loro validità, anche dopo aver attentamente valutato le argomentazioni contenute nel parere da Voi trasmesso. In particolare, resta prioritaria l’esigenza di rilanciare le prospettive di crescita, per colmare il perdurante divario tra l’attuale livello del PIL e quello registrato prima dell’inizio della crisi economica e finanziaria, nonché per fare fronte al rallentamento del ciclo.
Ugualmente prioritaria e urgente è la necessità di affrontare le difficoltà sociali indotte dall’andamento negativo dell’economia, attraverso interventi sulle situazioni di disagio e povertà, che aumentino il grado di inclusione e sostenibilità sociale (c.d. reddito di cittadinanza)(…)“. A questo indirizzo è possibile consultare il testo integrale del documento.

Ministro Salvini

Come già annunciato in questi giorni dal Premier Conte e dai due vice-premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, rispettivamente Ministro del lavoro e degli interni, questa manovra è impostata all’inclusione sociale e rende di fatto necessario il ricorso al deficit per “scardinare” le meccaniche dell’ austerity che avrebbero impedito la ripresa economica.

Il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha detto che l’Italia è tra i paesi fondatori della Comunità europea e come tale non può sottrarsi agli obblighi sottoscritti, invocando così una mediazione per risolvere “la questione italiana”.

Gli scenari che si aprono sono molteplici e non necessariamente comporterebbero il ricorso ad una procedura d’infrazione  nei confronti del nostro Paese come paventato nei giorni scorsi. Bisogna ricordare che già in passato altri membri della CE hanno “sforato” il rapporto debito/PIL senza subire provvedimenti, come la Francia per esempio. Si attende la risposta della Commissione Europea e le azioni che verranno intraprese al riguardo.

Inevitabile il collegamento alle borse, infatti questa mattina quella di Milano ha seguito il trend in negativo europeo confermandosi “maglia nera” con un calo del 1,9%. Lo spread Btp-Bund è salito fino a 317 punti per poi assestarsi intorno ai 313.

 

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