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Rocca al forum sostenibilità del Sole 24 ore

Il dibattito sulla transizione ecologica appare ancora troppo elitario, lontano dalla vita quotidiana delle persone. Noi stiamo investendo — con decine di milioni di euro del nostro FESR — per accompagnare le imprese verso la sostenibilità, la transizione energetica e anche la digitalizzazione. Ma quando si tratta di scelte concrete, dobbiamo ricordare che viviamo in ambienti fortemente antropizzati. Penso, ad esempio, a una delle decisioni più difficili che ho ereditato dall’amministrazione precedente e che oggi gestiamo insieme al sindaco: il blocco delle auto Euro 4, ha spiegato Francesco Rocca, Presidente Regione Lazio, nel corso del Forum Sostenibilità 2025, l’appuntamento promosso da Il Sole 24 Ore in collaborazione con il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini. In una città come Roma, dove 400 o 500 mila persone rischiano di restare senza un adeguato mezzo di mobilità pubblica, il rischio è quello di una reazione dura, alimentata anche da chi fa demagogia. Ma non possiamo ignorare che, spesso, anche chi protesta ha una parte di ragione. Le politiche di sostenibilità e transizione devono dunque tenere conto delle fasce più deboli della popolazione. È evidente che chi oggi rimane escluso è chi non può permettersi una nuova automobile. E Roma non è certo famosa per un sistema di trasporti pubblici efficiente. Vorrei ricordare che, prima di questo incarico, per sei anni ho guidato la Croce Rossa Internazionale, che non si occupa solo di interventi nei luoghi di guerra o nei disastri naturali, ma anche di sostenibilità e dell’impatto del cambiamento climatico sulle comunità più vulnerabili. Per questo ho a cuore il tema, e credo sia fondamentale mantenere un dialogo costante con i territori. Quando vediamo aree devastate da impianti eolici o fotovoltaici realizzati senza una pianificazione, come accade in provincia di Viterbo, capiamo quanto sia importante la capacità regolatoria. Il ministro lo ricordava prima: lo scorso anno si è fatto un passo avanti, ma siamo ancora il Paese della burocrazia, e la strada è lunga. Noi stiamo lavorando su un piano regolatore delle aree idonee, ma la reazione delle comunità è spesso negativa. Dove c’era paesaggio e verde, oggi sorgono pale eoliche di 300 metri, senza alcuna rigenerazione del territorio. Alcune aziende parlano di sostenibilità, ma poi scelgono di costruire impianti in aree naturali invece che rigenerare zone già compromesse — basti pensare alla zona di Tarquinia o ad altre aree della Tuscia. Ecco perché sostengo che la sostenibilità è, prima di tutto, responsabilità. Se non la pratichiamo in modo concreto, lasciamo spazio alla demagogia ea chi nega l’esistenza del cambiamento climatico. Serve un lavoro corale, fondato sulla responsabilità e sulla consapevolezza che vivono in territori complessi e densamente popolati. Eventi come questo sono fondamentali, ma dobbiamo anche saper tradurre i concetti in una comunicazione chiara verso le fasce più deboli , che spesso hanno meno strumenti per comprendere politiche percepite come calate dall’alto. Senza questo dialogo, non generiamo sostenibilità, ma lasciamo campo libero alla speculazione e alla divisione sociale. In Italia non possiamo permettercelo. Il Global Footprint Network ci ricorda che ogni anno, già a maggio, consumiamo tutte le risorse naturali che la Terra ci offre. Dobbiamo quindi essere consapevoli che questo percorso è irreversibile, ma può e deve essere costruito insieme, ha concluso Francesco Rocca, Presidente Regione Lazio, nel corso del Forum Sostenibilità 2025, l’appuntamento promosso da Il Sole 24 Ore in collaborazione con il Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini.

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