ROMA- Dal 1° febbraio 2026 cambia la validità delle prescrizioni per visite ed esami, allineandola alla priorità clinica indicata dal vostro medico. Lo spiega in un video su Facebook e Instagram, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
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Dal primo febbraio, quindi entrano in vigore nel Lazio nuove misure sulla sanità che puntano a ridurre le liste d’attesa e a rendere più efficiente il sistema delle prenotazioni. Il presidente della Regione, Francesco Rocca, le definisce un provvedimento di “buon senso” pensato per mettere ordine e superare un meccanismo che negli anni è diventato caotico, soprattutto sul fronte delle ricette dematerializzate e delle priorità di accesso alle prestazioni.
Alla base della riforma ci sono dati che, secondo Rocca, mostrano chiaramente le criticità attuali. Migliaia di cittadini prenotano visite ed esami molto tempo dopo la data di prescrizione, spesso ben oltre i limiti previsti dalla classe di priorità assegnata dal medico. Questo comportamento genera un effetto a catena: chi chiama in ritardo finisce comunque per “scavalcare” altri pazienti, congestionando il sistema e allungando ulteriormente le attese.
Per questo la Regione ha deciso di ridurre in modo significativo la validità delle ricette, che finora era sempre di 180 giorni, indipendentemente dalla priorità. Con le nuove regole, le ricette urgenti avranno una validità di soli 10 giorni e la prenotazione dovrà essere effettuata direttamente dal medico. Per le prestazioni brevi la validità scende a 30 giorni, mentre per quelle differibili sarà di 40 giorni per le visite e 70 per gli esami strumentali. Anche per la classe programmata il tempo massimo si riduce, passando a 130 giorni. In caso di mancanza di disponibilità nei tempi previsti, è confermato il diritto del paziente ad accedere ai cosiddetti “pass di garanzia” o ai percorsi di tutela già previsti dalla normativa.
Un’altra novità riguarda gli ambiti di garanzia territoriali. L’obiettivo è limitare gli spostamenti forzati su lunghe distanze, evitando che i cittadini vengano indirizzati da una provincia all’altra della regione per ottenere una prestazione. Dal primo febbraio l’ambito di riferimento sarà innanzitutto l’Asl di residenza e, solo se necessario, quelle limitrofe e facilmente raggiungibili. Il territorio regionale viene così suddiviso in cinque ambiti, con le tre Asl di Roma incluse in tutti come area centrale di supporto.
Secondo Rocca, queste misure non hanno colore politico ma rispondono a una necessità concreta: rendere il sistema più equo e funzionale, garantendo ai cittadini tempi certi e prestazioni più rapide. La scommessa della Regione è che regole più stringenti e chiare possano finalmente incidere in modo strutturale su uno dei problemi più sentiti della sanità pubblica laziale.








