Buone Feste da Tuscia Times Buone Feste da Tuscia Times
Buone Feste da Tuscia Times

Carrozzeria Fiorillo


VITERBO CHRISTMAS VILLAGE

Roma, detenuto del carcere minorile evade dall’ospedale San Filippo Neri

ROMA – Un detenuto rumeno di etnia rom, 21 anni, ristretto nel carcere minorile di Roma, Casal del Marmo, è evaso poche ore fa dall’Ospedale Filippo Neri della Capitale, dove era ricoverato. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Adesso è prioritario catturare l’evaso”, denuncia Maurizio Somma, segretario per il Lazio del SAPPE: “ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria del carcere”.

“Negli ultimi anni è successo spesso: dici carcere minorile e il pensiero va alle scene della fortunata fiction Mare Fuori, ai suoi protagonisti e alle loro storie di amicizia e amore, di rimorsi e voglia di riscatto. Ma la realtà e che quella è soltanto la trama di un film e la realtà incrocia quotidianamente le storie, vere e drammatiche, dei giovani detenuti e le criticità, ancora difficili da risolvere, del sistema penitenziario minorile. Il vero nodo, ultimamente, è la gestione di tanti detenuti stranieri, molti minori non accompagnati e con problemi psichiatrici”, aggiunge Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che torna a denunciare il quotidiano e sistematico ricorso alle visite mediche in ospedali e centri medici fuori dal carcere, con contestuale massiccio impiego di personale di scorta appartenente alla Polizia Penitenziaria, per la diffusa presenza di patologie tra i detenuti: “Proprio per questo, il SAPPE è fermamente convinto che sia stato un errore abolire la sanità penitenziaria e delegare tutto alle AA.SS.LL.“.

“Va fatta, inevitabilmente, un’attenta analisi di quanto sta accadendo, nella giustizia minorile, condotta con grande competenza e professionalità dall’attuale Capo Dipartimento Antonio Sangermano. Da molto, troppo tempo arrivano segnali preoccupanti dall’universo penitenziario minorile: È stato allora positivo che nel Decreto Caivano è stata prevista la possibilità di trasferire i soggetti dai 18 ai 25 e nel circuito degli adulti: parliamo di soggetti che, ad esempio, danno luogo ad aggressioni, sono incompatibili con il trattamento per i casi specifici dedicati ai minori, creano allarme all’interno degli istituti”, conclude Capece.

Archivio online Tuscia Times
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE