ROMA- “La forte tensione che si registra nell’Istituto per minori romano di Casal del Marmo – dove la rivolta dei giovani reclusi, le risse e gli incendi hanno provocato danneggiamenti sino a rendere una palazzina ormai praticamente inagibile – vede come sempre il personale penitenziario, con organico ampiamente insufficiente anche per la direzione e i ruoli di comando, a fronteggiare una situazione che può riesplodere da un momento all’altro.
È una situazione davvero difficile per il sistema penitenziario per minori, che è destinata a diventare ingovernabile con il cosiddetto ddl “anti-maranza” quando i portoni degli istituti si apriranno per accogliere altre centinaia di giovanissimi” – a sottolinearlo è Giuseppe MEROLA, Segretario Nazionale per la Giustizia Minorile del Sindacato Polizia Penitenziaria FSA CNPP-SPP: «Attualmente sono circa 600 i ragazzi detenuti nei 20 Istituti Penali per i Minorenni presenti in Italia.
Dopo l’introduzione del Decreto Caivano il numero dei giovani ristretti è aumentato di oltre il 50 per cento rispetto al 2022. In diversi istituti si registrano già situazioni di sovraffollamento, mentre continua la cronica carenza di personale della Polizia Penitenziaria e delle figure professionali indispensabili per il recupero dei giovani, come educatori, psicologi e operatori sociali.»
«L’attuale sistema penitenziario minorile non riesce a raggiungere l’obiettivo della rieducazione. Circa il 90 per cento dei ragazzi che entrano in un istituto minorile prosegue poi verso una vera e propria carriera criminale, arrivando successivamente negli istituti penitenziari per adulti. Inoltre il 70 per cento degli ingressi riguarda detenuti in custodia cautelare, con una permanenza media di poco superiore ai cento giorni.
Negli ultimi anni è cresciuta anche la presenza di giovani stranieri, che rappresentano ormai circa la metà della popolazione detenuta negli IPM.» Da qui la richiesta di affiancare agli strumenti repressivi un piano nazionale dedicato alla prevenzione del disagio giovanile. «Occorre investire nello studio, nella formazione professionale, nell’inserimento lavorativo e nelle attività socialmente
utili. I ragazzi devono acquisire competenze, imparare un mestiere e comprendere che il proprio riscatto passa attraverso il lavoro e il rispetto delle regole.»
Il segretario del Sindacato Polizia Penitenziaria richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni operative del personale. «Le aggressioni agli agenti, le rivolte e gli episodi di violenza che ormai caratterizzano molte carceri per adulti si stanno riproducendo anche negli istituti minorili.
Assistiamo a un crescente fenomeno di emulazione che rende sempre più difficile il lavoro degli operatori penitenziari. Per questo chiediamo un rafforzamento degli organici, maggiori risorse e un
vero progetto di recupero sociale. Solo così sarà possibile coniugare sicurezza, legalità e reale reinserimento dei giovani che hanno commesso reati.
La sicurezza non si costruisce solo con gli annunci né con un codice penale sempre più affollato di norme simboliche. Si costruisce investendo nell’educazione, nelle opportunità di lavoro, nei servizi sociali e nella prevenzione del disagio giovanile. Diversamente rischiamo di approvare provvedimenti destinati ad aumentare il numero dei detenuti senza incidere sulle cause della criminalità minorile».

Roma, tensioni al carcere minorile. Merola (FSA CNPP-SPP): “E’ ora di intervenire, servono soluzioni immediate per il sistema penitenziario
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