ROMA- «Raccogliere qualche soldo non basta più. Se si vuole incidere, bisogna agire in prima persona, come fate voi»: lo ha detto il Ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, in un videomessaggio ai giovani del Rotaract, che hanno celebrato a Roma il Rotaract Day nazionale lo scorso sabato 21 marzo con un’Assemblea Nazionale presso il The Social Hub Rome.
Il Rotaract è un’organizzazione mondiale di club di servizio per giovani leader patrocinata dal Rotary International, che promuove la crescita professionale, la leadership e l’impegno sociale.
Locatelli ha sottolineato: «l’importanza del passaggio dall’assistenzialismo alla cura della persona, per garantire pari opportunità a tutti». Il Ministro ha ringraziato i rotaractiani per il loro impegno.
Nel confronto che ha costituito il cuore della tre giorni romana, la scrittrice Dacia Maraini ha esortato le giovani generazioni a essere protagonista, a non trascurare lo studio e la cultura, mantenendo la freschezza dell’età, perché «dentro ognuno di noi c’è un bambino. Molti lo uccidono, altri lo coltivano».
A testimoniare la capacità dei giovani di saper superare ogni ostacolo le testimonianze forti di Antonio Fantin, campione paralimpico di nuoto, vincitore di oltre venti fra titoli europei e mondiali: «Un progetto – ha detto – è un sogno con una scadenza».
E Tommasi Rossetti, a 26 anni già in prima linea nell’azienda di famiglia, ha spiegato come tramandare un brand così importante costituisca un onore, ma anche un onore. Una responsabilità da onorare ogni giorno con il massimo impegno.
Guardare con fiducia al futuro è stato l’invito di Francesco Tufarelli, Direttore Generale della Presidenza del Consiglio, forte della convinzione che i giovani debbano trovare in se stessi la forza per prendere i testimone dai baby boomers. Senza delegare perché «altrimenti qualcun altro deciderà per voi».
Da Alessandra Morelli, trent’anni in mezzo alle crisi umanitarie per conto dell’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite, il richiamo a non rifiutare il confronto con l’altro, il diverso, il migrante, perché «la contaminazione finisce sempre per arricchire». Con UNHCR, ha ricordato Michele Ferrauto, Rappresentate Distrettuale del Rotaract per Roma, Lazio e Sardegna, promotore della convention, il Distretto 2080 ha firmato una partnership grazie alla quale viene consentito l’accesso allo studio di giovani rifugiati attraverso il finanziamento da parte dei Club del programma DAFI. A questo si affianca un progetto di mentoring promosso da Rotariani e Rotaractiani in favore di giovani studenti rifugiati presenti in Italia.
Un modo concreto di fare Rotary, come ha ricordato il Governatore del Distretto 2080, Adriana Muscas, nel segno del servizio ai bisogni della collettività.***




