Rufolone e il brigantaggio della Teverina

di AURORA MONTANARO-

Tra i briganti della Teverina spicca la figura emblematica avvolta in una coltre di nebbia e mistero del brigante Luigi Rufoloni detto ” Rufolone” per il suo aspetto secondo le cronache arruffato di vecchio alla macchia che di anni ne dimostrava molti in età avanzata…portava ancora i segni lividi delle catene alle carceri e lavori forzati. Insieme a lui altri esponenti Caciolla e Menichelli ed altri manutengoli al soldo che nelle difficoltà di risacche di povertà post unitarie si trovarono ad affrontare una situazione social-economica abbastanza difficile. Vivevano di quell’eco garibaldino tra benefici avvenuti e drammi acquisiti. La storia li ha giudicati come criminali- banditi, ma in realtà il fenomeno del brigantaggio non è un evoluzione staccata della società, ovvero bandita, ma nucleo interno spesso aiutato dagli stessi abitanti in cambio di favori e molto di più dai grandi latifondisti. Il confine labile tra beneficio, vizio o virtù nella latitudine storica spazio-tempo è sempre stata un evoluzione antropologia difficile da capire in quanto se bene o male o sbagliata e giusta. Chi è il vero colpevole? Quali le vere cause ed i veri effetti? Chi sono i manovratori burattinai di un simile fenomeno? O è colpa solo di una mera povertà essere briganti o banditi? Ai posteri l ardua sentenza..

 

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