VITERBO- Il prossimo incontro delle amiche e degli amici del poeta antifascista nonviolento viterbese Alfio Pannega, di cui in questo 2025 ricorre il centenario della nascita, si svolgera’ sabato 15 novembre con inizio alle ore 14 presso la “Fattoria di Alice” in strada Tuscanese 20, ancora una volta generosamente ospitati dagli amici dell’Afesopsit (Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici deLla Tuscia).
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Il 16 novembre lo spettacolo teatrale di Pietro Benedetti in ricordo di Nello Marignoli
Il drammaturgo, regista ed attore Pietro Benedetti, amico di Alfio che dal 2010 ne preserva e tramanda la memoria con il suo spettacolo teatrale “Allora ero giovane pure io”, un monologo in cui impersona il poeta antifascista nonviolento viterbese, domenica 16 novembre con inizio alle ore 18 presso lo Spazio giovani “Il cielo in una stanza”, in piazzale Porsenna snc nel quartiere di Santa Barbara a Viterbo, rappresentera’ il suo spettacolo teatrale “Drug Goiko” dedicato alla figura di Nello Marignoli, partigiano viterbese in Jugoslavia.
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Il 24 novembre un incontro per l’iter amministrativo della lapide per Alfio a Valle Faul
Un prossimo incontro per portare a conclusione l’iter amministrativo per la collocazione della lapide sul muro della “casa di Alfio” a Valle Faul si svolgera’ presso l’assessorato comunale in via Garbini lunedi’ 24 novembre con inizio alle ore 9,30.
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Ulteriori iniziative in ricordo di Alfio in programma nelle prossime settimane
Segnaliamo anche, ancora una volta, che di qui alla fine dell’anno si spera di realizzare alcune altre iniziative in ricordo di Alfio.
Tra esse: la collocazione della lapide sulla casa di Alfio a Valle Faul; varie presentazioni della nuova edizione del libro di e su Alfio pubblicato da Davide Ghaleb Editore; nuove rappresentazioni dello spettacolo teatrale di Pietro Benedetti ad Alfio dedicato dal titolo “Allora ero giovane pure io”; una mostra documentaria ed artistica; un ulteriore concerto dedicato ad Alfio, conclusivo dell’anno di commemorazioni; la catalogazione e sistemazione dell'”Archivio Alfio Pannega” (chiunque abbia materiali puo’ inviarli al curatore dell’Archivio all’indirizzo e-mail: oloap.anera@gmail.com ); la digitalizzazione dei materiali accolti e la loro messa a disposizione in spazi dedicati di alcuni siti internet che hanno dato la disponibilita’ ad accogliere e preservare un adeguato ricordo di Alfio, tra cui quello dell’Anpi provinciale di Viterbo, quello di Davide Ghaleb Editore, quello dell’organizzazione di volontariato “Viterbo con amore”.
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Alceste Strapponi ricorda Alfio Pannega
In questo anno 2025, che sta ormai per concludersi, a Viterbo si sono svolte molte iniziative per ricordare Alfio Pannega, ricorrendone il centenario della nascita (era nato a Viterbo il 21 settembre 1925, e sempre a Viterbo e’ deceduto il 30 aprile 2010).
Molti appassionati ricordi sono stati pronunciati e scritti: testimonianza di quanto fosse amato dall’intera citta’, di quanti lo ricordano con vivo affetto. A cosi’ tanti e commossi ricordi cosa si puo’ aggiungere che non sia stato gia’ detto? Temo quindi che queste mie parole saranno una ripetizione forse anche noiosa, e tuttavia non vorrei far mancare il mio modesto omaggio alla memoria di un vecchio amico e compagno di lotte.
Direi quindi innanzitutto questo: che Alfio era un uomo buono e ne diede infinite prove; che amava immensamente la poesia, ed era felice quando declamava i versi dei classici (Dante sopra tutti) come quando improvvisava i suoi; che era – e ne aveva fiera coscienza – un militante politico del movimento dei lavoratori, di tutti gli sfruttati e di tutti gli oppressi, in lotta contro tutte le ingiustizie e le violenze; che difendeva non solo i diritti umani di tutti gli esseri umani ma anche i diritti degli animali non umani, e si adoperava per la salvaguardia dell’intero mondo vivente.
E direi anche che nella sua visione del mondo non solo, come e’ ovvio, le dolorose esperienze esistenziali, ma anche una profonda cultura morale, sociale, civile e politica – conquistata da autodidatta -, gli avevano chiarito i compiti propri di ogni essere umano persuaso della dignita’ di tutti gli esseri umani; e fra le grandi tradizioni di pensiero e di lotta che per lui ebbero grande importanza vi furono il marxismo, il femminismo e la nonviolenza: il marxismo vissuto anche nell’esperienza della militanza nel partito comunista italiano; il femminismo appreso innanzitutto dall’esempio di sua madre Giovanna detta Caterina che senza essere un’intellettuale fu una fiera antesignana del movimento di liberazione delle donne (e per Alfio la prima e piu’ importante maestra); la nonviolenza vissuta, meditata e testimoniata nel corso dell’intera sua vita e soprattutto nell’esperienza e nelle lotte dei suoi ultimi vent’anni.
Aggiungerei anche, ed anche questo e’ gia’ stato detto molte volte, che Alfio fu il cuore dell’esperienza del “centro sociale occupato autogestito Valle Faul” e che li’ educo’ – con le parole, con i gesti, con l’esempio della sua intera vita – alla verita’ e alla comprensione, alla generosita’ e alla lotta nonviolenta contro tutte le oppressioni, gli innumerevoli giovani che a quella esperienza presero parte.
Essergli stato amico e’ un privilegio ma anche un impegno: perche’ so che avrebbe voluto che noi si continuasse la lotta comune contro tutte le guerre e le uccisioni, in difesa di ogni persona bisognosa di aiuto, contro tutte le ingiustizie e le violenze, per il bene comune dell’umanita’. Mi chiedo se ho saputo onorare adeguatamente il suo legato morale e civile.
Alceste Strapponi

Sabato 15 novembre alla “Fattoria di Alice” a Viterbo si incontrano le amiche e gli amici di Alfio Pannega

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