Sabato 7 dicembre Fabio Cinti al C/O Cubo Festival di Ronciglione

E’ uscito il 15 ottobre per Mescal (distr. Self) Madame Ugo, l’ultimo album di Fabio Cinti con la produzione artistica di Lele Battista e Giovanni Mancini. Un album ricercato, lavorato con amore e dedizione, traccia dopo traccia: “11 canzoni, ognuna con la sua storia, ognuna col suo spazio”. Ad anticipare l’essenza preziosa, la raffinatezza e l’eleganza del nuovo disco, c’è stato Devo (http://www.youtube.com/watch?v=RIH8fyq_NhA ), il singolo uscito a giugno confezionato su misura dal maestro Franco Battiato, poi Finisce l’estate (http://www.youtube.com/watch?v=rrQZpF2aD84),

nelle radio a fine agosto, un brano che celebra il cambio di stagione, a scacciare la malinconia di fine vacanze e a dare il benvenuto a un Settembre sempre portatore di cambiamenti, di nuovi inizi, di aria rimescolata, di profumi diversi. Le canzoni di Madame Ugo sono storie: ognuna è il racconto di un mondo o è la visione che Fabio ha di esso; l’amore, l’omofobia, le contraddizioni dell’io, la lotta quotidiana con esso. O anche e semplicemente, l’incanto provato dinanzi a un paesaggio nuovo o allo stesso paesaggio che cambia quando l’estate abbandona le spiagge. Soprattutto nel susseguirsi dei versi scorgiamo il tentativo di illustrare una diversità che può diventare uguaglianza: “vivere la diversità, nella diversità, fa sì che non si noti. Essere tutti diversi così come siamo di fatto, vuol dire essere tutti uguali. Un bambino che nasce in una comunità multietnica troverà strana una società composta da individui di una sola etnia. La troverà diversa. Ho osservato distrattamente, tra le fessure abbagliate dei miei occhi, il lampo del cielo che chiude il passaggio dell’estate e che anticipa la diversità tra la stagione che passa e quella che viene e la loro bellezza”. La narrazione di queste storie, Fabio l’affida a Madame Ugo, una figura realmente esistita e comparsa nella vita dell’artista. “Una donna che mi ha distolto dallo sguardo monotono per informarmi, attraverso la curiosità verso ogni piccola cosa, che si può superare l’ostacolo apparente delle convenzioni e vivere con serenità sia le meraviglie che le difficoltà”. Così da diventare quasi un alterego o un’entità mistica, che rimanda a perle e cipria dal profumo antico, lei snoda le parole del cantautore; parole che diventano i veri abiti di questa vecchia signora. La creatività di Cinti è stata condivisa e seguita dagli ottimi musicisti che lo hanno affiancato nella realizzazione dell’album: Lele Battista e Giovanni Mancini, i quali hanno assecondato la forte personalità dell’artista, tentando a volte degli stravolgimenti ai quali Fabio non si è sottratto. Perché, come lui stesso ha affermato: “la bellezza sta anche nel coraggio”.

   

Leave a Reply