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Safeguarding e nuova stagione sportiva. Devo cambiare la nomina del responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni?

di PAOLO MANCINELLI-

Settembre, è il tempo delle ripartenze; infatti, con la nuova stagione sportiva, società e associazioni si riorganizzano tra iscrizioni, calendari e regolamenti. In mezzo alle tante scadenze, una domanda circola con insistenza tra presidenti e dirigenti: “Con l’avvio dell’anno sportivo devo cambiare la nomina del responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni?”.
La risposta è rassicurante. La nomina non scade automaticamente a settembre dato resta valida finché non viene revocata o sostituita. Non è quindi necessario rinnovarla ogni anno come se fosse un tesseramento. La figura individuata dalla società mantiene il proprio incarico e le relative responsabilità, a meno che la dirigenza non decida diversamente.
Con l’arrivo del nuovo anno, diverse federazioni stanno preparando aggiornamenti e linee guida più stringenti sul safeguarding. Si parla di maggiore formazione obbligatoria per i responsabili e di nuove procedure da adottare. Insomma, non un cambio immediato, ma un percorso che porterà a un rafforzamento delle tutele per atleti e atlete. Ma questo cosa significa per le società?
1. Non c’è fretta di rifare la nomina in questo momento.
2. È importante restare aggiornati su eventuali disposizioni nazionali e federali.
3. La vera priorità è assicurarsi che il responsabile sia competente, formato e riconosciuto come punto di riferimento da tutto l’ambiente sportivo.
Concludendo, la stagione è partita e i campi tornano a riempirsi di energia. Il safeguarding non è un adempimento formale, ma una responsabilità reale. Proteggere chi fa sport, garantendo un contesto sicuro e inclusivo. Le novità arriveranno con il nuovo anno, ma già da oggi l’impegno delle società deve andare oltre la carta.

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