Salta l’accordo per salvare l’azienda di termoidraulica Aquilanti spa. Saranno 70 le famiglie che passeranno un freddo Natale

di FEDERICO USAI

VITERBO – Saranno 70 le famiglie che lavoravano per l’azienda di termoidraulica Aquilanti spa che passeranno un freddo Natale. Infatti la società che avrebbe dovuto salvare una delle più vecchie aziende di termoidraulica di Viterbo ha fatto marcia indietro comunicando la propria volontà di non dare seguito all’operazione e agli impegni assunti nei mesi scorsi, adducendo argomentazioni che sembrano totalmente infondate e meramente pretestuose. Questa notizia è stata comunicata ai sindacati il 17 dicembre e ha creato lo sgomento totale tra tutti i dipendenti.

I lavoratori saputa la notizia hanno deciso di scendere in sciopero a oltranza da domani 21 dicembre per vedere riconosciuti i propri diritti. Sono oltre due mesi e mezzo che queste famiglie non percepiscono lo stipendio, fatto salvo il 50% della cassa di integrazione ricevuto per il mese di ottobre. 

Saranno molte le sedi che, secondo la situazione attuale, dovranno chiudere i battenti e che già dal 15 ottobre erano chiuse: Civitavecchia, Roma Salaria, Roma Tuscolana, Rieti, Barberino Val D’Elsa, Firenze Ponte a Ema Point, Follonica, Orbetello, Orvieto e Civita Castellana. La storica e conosciutissima azienda Aquilanti chiuderà in tutto il centro Italia dieci filiali compresa quella di Viterbo che era stata lasciata aperta come punto vendita.

I lavoratori coinvolti che trascorreranno un Natale indimenticabile vedranno andare in fumo un posto di lavoro portato avanti per decenni, vedranno svanire i propri sogni non potendo più credere nel futuro.

Il 5 novembre c’era stato un incontro con il Prefetto negli uffici della Prefettura di Viterbo, su richiesta della Filcams CGIL Fisascat CISL Uiltucs UIL territoriali, la società Aquilanti Spa, rappresentata dal liquidatore, da poco nominato, dott. Simone De Filippi e dal Direttore generale dott. Armando Cappuccio, le OO.SS. e i delegati sindacali. Sembrava che una società del settore fosse interessata a salvare l’azienda Aquilanti e in tribunale doveva esser stata presentata la proposta di affitto d’azienda da parte di una società del settore, entro il 10 novembre il soggetto interessato,  di cui non si sapeva il nome, avrebbe rivelato la sua proposta per sottoporla al giudizio della procedura, ma tutto è saltato e 70 famiglie non potranno trascorrere il Natale in serenità.

L’azienda 2/3 anni fa poteva contare su circa 200 dipendenti, oggi ridotti a 70 unità a seguito di un’emorragia di dimissioni presentate da coloro che non hanno avuto più fiducia nel futuro dell’azienda.

Ai sindacati, nei giorni scorsi era stato comunicato che martedì scorso si sarebbe siglato l’accordo con il nuovo imprenditore, poi tutto era stato spostato a venerdì u.s., senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda, poi il 17 dicembre la notizia del ripensamento da parte della società che doveva salvare il salvabile.

La situazione economica di tutti i dipendenti è sempre più critica in quanto, come detto sopra, vantano nei confronti dell’azienda due mensilità e mezza e non è stato ancora fatto da parte dell’Inps l’accredito Cig.

Oramai ai lavoratori, appoggiati dalle organizzazioni sindacali, non è rimasto che intraprendere iniziative di lotta con uno sciopero a oltranza dal 21 dicembre 2021.

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