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San Crispino da Viterbo: il 23 giugno si rinnova l’annuale Processione in città

VITERBO – Domenica 23 giugno si rinnova a Viterbo, grazie alla Fraternità dei Cappuccini e all’Associazione San Crispino da Viterbo, la tradizionale processione in onore di San Crispino, la cui memoria liturgica si festeggia il 19 Maggio.
Un appuntamento sempre atteso con fede e devozione che vuole aiutare a riscoprire il culto e la devozione verso un santo tutto viterbese che ha vissuto tutta la sua vita nella semplicità e nell’amore disinteressato verso tutti. Povertà, preghiera, carità: e’ la sintesi della sua vita, esempio attualissimo per tutti i Cappuccini di oggi e per tutti i viterbesi che lo venerano.
Crispino, Pietro Fioretti, nacque a Viterbo il 13 novembre 1668; entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 22 luglio 1693. Per quarant’anni esercitò l’ufficio di questuante a Orvieto e dintorni per procurare i mezzi di sussistenza alla famiglia religiosa e a tutti i bisognosi della sua “grande famiglia Orvietana”. Ha dell’incredibile l’opera da lui svolta in campo assistenziale e religioso specialmente verso i malati, carcerati, peccatori, madri nubili, famiglie in miseria, anime sul punto della disperazione. Paciere tra fratelli, coniugi, privati cittadini, consorterie e autorità civili e religiose e tutto con santa letizia. Devotissimo del SS. Sacramento e della Vergine Immacolata, fu colmo di sapienza celeste, per cui era consultato da uomini dotti. Morì a Roma nel convento di via Veneto il 19 maggio 1750 “per non turbare – aveva detto – la festa di san Felice”. Fu beatificato da Pio VII il 7 settembre 1806 e canonizzato da Giovanni Paolo II il 20 giugno 1982.
Nella giornata di domenica 23 giugno, alle ore 17.30 muoverà la Processione con la statua del Santo da Piazza Crispi fino al convento dei frati cappuccini dove si custodisce con fede e devozione il
Corpo di san Crispino. Seguirà la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo di Viterbo Mons. Orazio Francesco Piazza il cui servizio liturgico è prestato dai post novizi che proprio nel
Convento di Viterbo trovano la loro formazione.

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