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San Francesco d’Assisi, fecondità e attualità di un carisma. A Santa Maria degli Angeli l’inaugurazione dell’Ottavo Centenario del Transito

di FRANCESCA MACCAGLIA –

ORTE ( Viterbo) – Francesco d’Assisi è una delle più straordinarie figure non solo della storia d’Italia, di cui ricordiamo è il patrono, ma dal grande respiro internazionale capace di conquistare la sensibilità spirituale in tutte le parti del mondo, anche a prescindere dall’orientamento religioso delle persone. Si tratta di un uomo dall’eccezionale levatura, che ha letteralmente trasfigurato la stessa avventura religiosa del Cristianesimo costituendo storicamente un grande rilancio della fede.

Dal primo mese dell’anno si snoderà un percorso di eventi dall’impatto unico, soprattutto concentrati nella natia Umbria del santo di Assisi. Tale percorso è cominciato il 10 gennaio, presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola, con la cerimonia di apertura ufficiale dell’Ottavo Centenario del Transito di san Francesco. Il saluto di fra Massimo Travascio, custode della basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola. Il rito è stato presieduto da fra Francesco Piloni, ministro provinciale dei frati minori di Umbria e Sardegna, ed è stato trasmesso in diretta streaming sui canali ufficiali della Provincia Serafica OFM di San Francesco d’Assisi e sul sito web dei Centenari Francescani.

Hanno partecipato fra Massimo Fusarelli OFM, Ministro generale dei Frati Minori, i rappresentanti delle famiglie francescane, l’arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, Domenico Sorrentino, il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, le autorità civili e numerosi fedeli. Per l’occasione è stato esposto il più antico dipinto raffigurante san Francesco di Assisi, la pregevole tavola conservata presso il Museo della Porziuncola che raffigura il Santo con le stigmate chiaramente visibili.

Alla cerimonia di inaugurazione, nelle settimane seguenti, si susseguiranno eventi culturali e spirituali e, momento culminante sarà il periodo dal 22 febbraio al 22 marzo, durante il quale avrà luogo, nella Basilica Inferiore di San Francesco d’Assisi, la prima ostensione pubblica delle spoglie mortali, un evento che simboleggia la continuità della santità e la presenza viva del santo di Assisi.

Infine, come annunciato e sancito nei mesi di settembre-ottobre 2025, con approvazione del disegno di legge da parte del Parlamento italiano, il ritorno del 4 ottobre come festività nazionale in Italia.

L’inaugurazione dell’Ottavo Centenario del Transito nella Porziuncola è il culmine del grande cammino giubilare francescano, chiude il ciclo degli anniversari iniziati nel 2023.

La Porziuncola, il luogo in cui tutto ha avuto inizio, il centro della missione di Francesco. Nel 1208 Francesco riparò la piccola chiesetta con le sue mani, restaurandone le umili mura in pietra dopo aver sentito nel cuore l’invito del Crocifisso di San Damiano, “Va’ ripara la mia casa”. Alla Porziuncola egli trovò il suo rifugio spirituale, ascoltò il Vangelo durante una celebrazione, comprese che Dio lo chiamava a seguirlo nella povertà e nella fraternità e fondò l’Ordine dei Frati Minori. Sempre in questo luogo accolse Chiara d’Assisi, la quale vi giunse quattro anni dopo. Nella notte della Domenica delle Palme del 1212 Chiara iniziò la sua consacrazione a Dio, pronunciando i voti e fondando l’Ordine delle Clarisse.

Alla Porziuncola Francesco ricevette dal Signore e da papa Onorio III l’Indulgenza della Porziuncola, conosciuta anche come il Perdono di Assisi; ed, infine, qui morì in pace.

Essa rappresenta non solo il luogo di nascita del francescanesimo, ma anche il luogo della morte di san Francesco, avvenuta il 3 ottobre 1226, nella Cappella del Transito, oggi integrata nel lato destro dell’abside della Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove egli accolse serenamente “sorella morte” e si consegnò al Padre.

Da allora questo luogo santo è simbolo di spiritualità e punto di riferimento per i pellegrini da tutto il mondo.

Francesco d’Assisi è sicuramente il santo più noto e amato della Chiesa. Figura centrale del cristianesimo, la sua vita particolare, una prima parte “mondana”, una giovinezza agiata, piena di feste e desideri di gloria cavalleresca; una seconda parte “santa”, di radicale povertà e penitenza dopo una crisi spirituale, vissuta durante un periodo di malattia e prigionia, nel quale ripensò e si interrogò sul senso della sua vita e, in seguito a visioni, iniziò a sentire il bisogno di cambiare radicalmente vita, rifiutando le ricchezze e la vita mondana, diventando predicatore e fondando gli ordini francescani.

I santi alimentano la vita spirituale del popolo di Dio, il rapporto con loro ci incoraggia e ci sostiene come popolo in cammino. Francesco d’Assisi, in particolare, ha incarnato l’ideale di “alter Christus”: il suo messaggio era Gesù di Nazareth, annunciarlo e conformarsi a Lui.

Francesco, uomo di pace. La pace, bene prezioso e di inestimabile valore, oggi è vista come una costruzione complessa, che parte dall’individuo e si estende a tutta la società. Francesco che visse la guerra, trasformò la sua vita per essere strumento di pace, superando rabbia e vendetta con umiltà e amore. L’incontro con il Sultano in Egitto, durante la Quinta Crociata, è un esempio eloquente di come superare le divisioni attraverso il rispetto e la ricerca di un terreno comune, ispirando il dialogo interreligioso. La stessa storia del Lupo di Gubbio, uno dei celebri episodi dei Fioretti di San Francesco, è un racconto di pace e riconciliazione. Francesco trasformò un lupo feroce, che terrorizzava la città, in un amico, stipulando un patto: se il lupo avesse smesso di fare del male, gli abitanti gli avrebbero dato cibo e cure, suggellando l’accordo con la stretta di zampa, diventando un simbolo di armonia universale tra uomo e natura.

La pace intesa non con un sentimento superficiale, ma la pace donata da Gesù, che implica accoglienza, perdono e misericordia. Francesco capì che la pace interiore in Cristo poteva, di conseguenza, pacificare il suo ambiente.

Francesco è anche uomo dell’ascolto, come egli stesso riassume nel suo Testamento: “E dopo che il Signore mi dette dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo”.  Egli diventa conscio della propria chiamata, solo dopo che vengono da lui i primi frati, che egli accoglie come dono del Signore.

Il Testamento illustra la genesi del movimento francescano come una risposta diretta alla chiamata di Dio verso una vita radicale di povertà evangelica.

La famiglia francescana del mondo è una rete ampia e variegata di ordini, congregazioni e movimenti laici ispirati al carisma di san Francesco d’Assisi e santa Chiara, uniti dal desiderio di vivere il Vangelo. Da questo grande mondo sono sorti innumerevoli esempi di santità appartenenti a tutti i vari rami dell’Ordine.

Tra il 1209 e il 1210 Francesco istituì la sua prima fraternità. La sua era una missione nuova in seno alla Chiesa e con indirizzo universale: fondare un nuovo stile di vita religiosa, con l’annuncio della buona novella ai poveri, la riscoperta del Vangelo nella sua freschezza e nell’impegno di seguire Gesù Cristo, sull’esempio della vita itinerante di Cristo, degli apostoli e dei suoi discepoli.  Francesco era figlio del suo tempo, ma la sua intuizione nasce dal Vangelo.

Francesco e i suoi frati hanno cercato di cambiare la Chiesa e la società dal di dentro, con il loro stile di vita in fraternità e minorità.

Egli parla a Dio come laico, anche quando prega. La sua fede in Dio come Trinità, la relazione tra le divine Persone sta al centro della sua spiritualità. Un altro aspetto molto importante era la sua profonda conoscenza delle Sacre Scritture, eppure il suo approccio non è mai quello di un teologo che studia la Parola e la commenta, bensì quello di un laico che scopre e si stupisce del contenuto della Parola, la quale illumina la sua vita e diventa programma di azione, fa nascere la fraternità francescana.  Le Fonti francescane ci dicono che, appena arrivano i primi frati, Francesco li manda a due a due sul modello del mandato dei settantadue discepoli (Lc 10,1-12). Perciò la Parola meditata e pregata diventa Parola predicata.

La libertà è uno degli elementi che più lo caratterizzano e ne tramandarono il fascino nelle diverse epoche storiche. Francesco era un uomo libero. La prima libertà è stata quella dalla propria famiglia, una famiglia della borghesia mercantile dell’epoca comunale, e dalle attese che erano riposte in lui, in particolare da suo padre. In secondo luogo, la libertà dai condizionamenti e dalla mentalità in cui egli era inserito. Francesco è libero verso gli altri perché è libero verso se stesso, verso il suo ruolo di fondatore, verso la sua immagine di santità, verso le sue esigenze fisiche; egli è libero persino rispetto alle regole da lui stabilite per i suoi frati, è libero dal desiderio di convertire subito la gente; è libero anche dalla sapienza umana. La sua libertà Francesco l’ha conquistata a caro prezzo. Episodio cruciale della sua conversione fu l’incontro con il lebbroso, dove superò il suo istintivo ribrezzo per i lebbrosi abbracciandoli e baciandoli, trasformando l’amaro in dolcezza e segnando l’inizio della sua vera sequela di Cristo e della sua misericordia verso i sofferenti.

Egli aveva una relazione nuova con il creato, le creature viventi e non, con cui entra in una profonda sintonia. Anche il rapporto con le persone, soprattutto se povere e bisognose, cui voler bene con grande affetto e grande libertà.

Francesco scegliendo la libertà ha guadagnato un rapporto profondo con il Signore da amare senza alcun impedimento, affidandosi alla sua volontà, sentendosi amato da Lui e per questo capace di imitarlo fino alla croce, di cui il dono delle stimmate è testimonianza.

Egli rinunciò a beni materiali, ambizioni personali e sicurezze terrene, comodità, elogi, per vivere in povertà radicale, con frequenti digiuni e penitenze; considerava tutte le cose come dono da accogliere con gioia e di cui non essere schiavi.

La filmografia su San Francesco d’Assisi è vasta. Nei film egli è rappresentato in modi diversi. La prima apparizione di Francesco sul grande schermo risale al 1911 in Il Poverello di Assisi di Enrico Guazzoni. Negli anni cinquanta del Novecento il regista Roberto Rossellini, “Francesco, giullare di Dio”, negli anni sessanta la regista Liliana Cavani, “Francesco di Assisi” e, negli anni settanta, il film molto apprezzato “Fratello Sole, Sorella Luna” del regista Franco Zeffirelli, una visione più idealizzata, incentrata sulla non violenza e la fratellanza universale. Pur essendo circa una ventina i film prodotti in oltre un secolo, Fratello sole, sorella luna è senza dubbio quello che più ha segnato l’immaginario collettivo, la colonna sonora è entrata nel repertorio dei brani liturgici in chiesa.

Al termine della cerimonia di inaugurazione è stata comunicata la promulgazione del decreto con il quale Sua Santità papa Leone XIV istituisce uno speciale Anno giubilare francescano, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027, durante il quale tutti i fedeli cristiani sono invitati a seguire l’esempio del Santo di Assisi. Esso rappresenta un’ideale continuazione del Giubileo ordinario del 2025, e, i fedeli che parteciperanno devotamente a questo Giubileo, alle consuete condizioni, potranno ottenere l’indulgenza plenaria.

Dal 22 febbraio al 22 marzo il corpo di san Francesco sarà visibile a tutti, sarà spostato dalla sua tomba, situata nella cripta, e deposto ai piedi dell’altare papale della Basilica Inferiore di San Francesco. Un dono straordinario per l’intera famiglia francescana sparsa nel mondo e per tutti i cristiani, un tempo di memoria e rinnovamento, un’esortazione profonda alla preghiera, un’opportunità per approfondire i punti essenziali dell’identità francescana, ispirandosi alla vita e agli ultimi momenti di Francesco, vissuti come estremo atto di fede e amore. Non si tratta solo di una commemorazione, ma un invito a vivere attivamente il suo spirito, celebrando la sua vita e il suo esempio che ancora oggi parla al cuore.

L’afflusso di pellegrini previsto ad Assisi sarà imponente, con migliaia di persone attese da tutto il mondo. È stato predisposto un sistema di prenotazione gratuita e obbligatoria online, sul sito del centenario www.sanfrancescovive.org, predisposto sia in lingua italiana che inglese per permettere di gestire i flussi e di offrire a ogni singolo fedele, famiglia o gruppo un momento di quiete e venerazione ordinata. Al termine del percorso di venerazione, avrà luogo un breve rito liturgico e ogni partecipante riceverà un dono, segno e memoria tangibile di questo incontro, da parte della comunità dei frati.

“Fratello di tutti gli uomini”, la sua testimonianza è quanto mai attuale e ci esorta a camminare sulla via della fraternità, un dono concreto di Dio a tutti e ciascuno. Francesco d’Assisi ci ricorda, anche oggi, che non si può essere veri fratelli se non ci si riconosce figli di un unico Padre. La fraternità per lui non è un dono “statico”, fine a se stesso, esso si alimenta e cresce nutrendosi della carità. La “perfetta letitia” è il dono da chiedere oggi al Signore per intercessione del santo di Assisi, ovvero la capacità di trovare la gioia più pura nell’abbandono a Dio e nella condivisione della Sua croce, trasformando ogni avversità in un cammino verso la pace e la santità, per essere realmente quello che siamo: figli, amati dal Padre, salvati dal Figlio, guidati dallo Spirito, chiamati a nostra volta ad amare nella libertà.

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