“Porre un tetto ai compensi dei medici ed infermieri gettonisti e porre dei limiti temporali al loro utilizzo, come stabilito dalle linee guida pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, sono un ennesimo piccolo passo per provare fermare la deriva di queste figure ibride. Va bene, ma riteniamo tutto ciò una mera misura tampone che per ora non risolve un problema che si sta trascinando avanti da tempo. La realtà ci racconta di un esercito di operatori che abbandonano gli ospedali a causa di emolumenti troppo bassi, di scarse possibilità di crescita professionale e dei rischi di incolumità fisica visto il reiterarsi giornaliero di aggressioni. Bloccare questo esodo e reindirizzare personale verso le strutture è possibile solo garantendo stipendi dignitosi e condizioni di lavoro gratificanti. Ci chiediamo come sia possibile che si continuino a spendere somme altissime per pagare i gettoni dei professionisti giornalieri mentre mancano le risorse per adeguare gli stipendi di chi è in servizio al costo attuale della vita, non elargendo mancette simboliche. C’è qualcosa di paradossale in questo modo di operare che va frenato celermente andando alla radice del problema. Gli operatori sanitari in Italia continuano ad essere sottopagati e questo, di fronte ad un SSN sempre più in affanno, non è più tollerabile” dichiara in una nota Gianluca Giuliano, segretario nazionale della UGL Salute.

Sanità, Giuliano (UGL): “Tetto a compensi gettonisti è misura tampone. Operatori sottopagati, adeguare emolumenti”

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