di GIUSEPPE INTAGLIATA CHERUBINI-
Si è aperta nel segno della memoria e della musica la 76ª edizione del Festival di Sanremo, inaugurata con un emozionante tributo a Pippo Baudo e il ritorno sul palco dell’Ariston del vincitore 2025 Olly.
La serata si è aperta con la storica voce di Baudo, accolta dall’applauso e dai cori del pubblico. Il direttore artistico e conduttore Carlo Conti ha dedicato il Festival alla sua figura, salutando in platea i familiari e ricordando il ruolo centrale che il presentatore ha avuto nella storia della manifestazione.
Subito dopo, è stato il momento di Olly, che ha riproposto il brano vincitore dello scorso anno, trasformando il teatro in un grande karaoke e dando simbolicamente continuità tra le due edizioni.
Accolta da un caloroso “Bentornata a casa”, Laura Pausini ha affiancato Conti nella conduzione della prima serata. L’artista, lanciata proprio a Sanremo nel 1993, ha ringraziato emozionata il pubblico e ricordato il sostegno ricevuto da Baudo prima di accettare l’invito.
Tra i momenti più attesi della serata, la partecipazione come superospite di Tiziano Ferro, che celebra i 25 anni del suo successo “Xdono”. Co-conduttore della serata è stato l’attore Can Yaman, protagonista della serie Sandokan.
Momento di grande emozione al Festival di Sanremo, dove il pubblico dell’Ariston ha reso un lungo applauso al maestro Peppe Vessicchio, scomparso lo scorso novembre. Le storiche parole “Dirige l’orchestra il maestro Vessicchio”, entrate nella memoria collettiva del Festival, sono state riproposte attraverso le voci di alcuni dei volti più rappresentativi della kermesse, tra cui Mike Bongiorno, Raffaella Carrà, Pippo Baudo, Gianni Morandi e l’attuale conduttore Carlo Conti.
A rendere ancora più toccante il ricordo sono state le parole di Laura Pausini, che ha sottolineato come Vessicchio sia entrato nelle case degli italiani non solo grazie al suo talento, ma anche per la sua umanità: “Un uomo, un marito, un padre, un amico meraviglioso”.
Nel corso del tributo, Conti ha inoltre ricordato altri protagonisti del mondo dello spettacolo recentemente scomparsi, tra cui Maurizio Costanzo, commemorato a tre anni dalla morte, insieme ad Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe e Gianni Pettenati.
Un momento solenne che ha unito memoria, riconoscenza e affetto, confermando il legame profondo tra il Festival e le figure che ne hanno fatto la storia.
Nel corso della prima serata il palco dell’Ariston ha accolto un momento di alto valore simbolico dedicato agli 80 anni della Costituzione italiana. Protagonista dell’omaggio è stata Gianna Pratesi, 105 anni, la cui presenza ha rappresentato un ponte vivente tra passato e presente. Pur non essendo una delle 21 donne elette all’Assemblea Costituente del 1946, la sua partecipazione ha incarnato la continuità della memoria storica e dei valori su cui si fonda la Repubblica.
Il 2026 segna infatti l’ottantesimo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente, che per la prima volta vide protagoniste 21 donne, passate alla storia come le “Madri Costituenti”. L’omaggio all’Ariston ha così unito celebrazione civile e memoria collettiva, ricordando il ruolo fondamentale delle donne e l’importanza di custodire i principi democratici nel tempo.
Sul palco dell’Ariston si sono, quindi, esibiti tutti i 30 artisti in competizione, con un ordine di uscita annunciato in conferenza stampa da Carlo Conti. Tra i nomi in gara: Arisa, Dargen D’Amico, Elettra Lamborghini, Patty Pravo, Raf, J-Ax, Levante, Fedez, Ermal Meta, Malika Ayane, Francesco Renga e molti altri protagonisti della scena musicale italiana.
La prima serata ha unito omaggi alla storia, grandi ritorni e nuove performance, confermando ancora una volta il Festival come uno degli appuntamenti più seguiti e simbolici della musica italiana. L’edizione 2026 si preannuncia ricca di spettacolo, emozioni e momenti destinati a lasciare il segno.











