Santa Rosa, 10 mila euro dal Comune per le tre Minimacchine

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- La tradizione di Santa Rosa non è solo legata alla Macchina che il 3 settembre sfila, ogni anno, per le vie abbuiate della città. La fede, la devozione per la Santa Patrona vivono in tante altre realtà locali, a partire dalle cosiddette Minimacchine di S. Rosa, che nulla hanno da invidare alla grande e che incarnano appieno lo spirito di abnegazione e la grande devozione per la Santa, coinvolgendo centinaia di bambini, molti dei quali futuri facchini. E proprio per riconoscere questo importante ruolo stamani l’assessore comunale Giacomo Barelli, nel corso di una conferenza stampa incentrata proprio sulle Minimacchine, ha annunciato come sia stato istituzionalizzato nel capitolo di bilancio il supporto che l’amministrazione comunale vuole dare alle Minimacchine del centro storico, del

Da sx: Loddo, Mecarini, Barelli, De Alexandris, Laureti
Da sx: Loddo, Mecarini, Barelli, De Alexandris, Laureti

Pilastro e di Santa Barbara, assegnando 10 mila euro, per tre anni, da dividere tra le tre realtà in parti uguali, quindi 3.300 euro ciascuno.  La delibera è la numero 247 dello scorso 14 giugno. “Tutto ciò che ruota intorno a Santa Rosa è importante ed era necessario un riconoscimento di questo tipo – ha esordito Barelli – E’ un contributo piccolo sicuramente che non risolve tutti i problemi,  ma è un contributo sicuro e già deliberato”. Inoltre, intenzione del Comune, sempre annunciata stamani dall’assessore, è quella di realizzare un coordinamento, avendo come supervisore il Sodalizio dei facchini di S. Rosa, riprendendo un vecchio statuto dell’81 del Sodalizio, sui vari eventi delle Minimacchine e realizzando una sorta di scuola per i facchini.

La consigliera comunale De Alexandris ha rimarcato l’importanza delle Minimacchine

Barelli, De Alexandris
Barelli, De Alexandris

per la città e per gli stessi ragazzi che fin da piccoli vivono la tradizione e la devozione per la Santa. “I bambini sono il futuro, è una tradizione che abbiamo addosso e che così trasmettiamo alle future generazioni”.

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini si è dichiarato entusiasta  per questo riconoscimento delle Macchine dei quartieri. “Si tratta di un piccolo passo del Comune di Viterbo per questa festa, che ha ottenuto il riconoscimento Unesco come bene immateriale dell’umanità.  Tale riconoscimento è stato dato alla tradizione, di cui fa parte il trasporto e le minimacchine, con tutto il lavoro che fanno da agosto i comitati per addestrare i ragazzi e far loro provare la bellissima sensazione

Mecarini, Barelli
Mecarini, Barelli

di vestire la divisa dei facchini. Ci vengono consegnati dei facchini già fatti perchè è già stato dato loro l’imprinting da giovani. Ed in ciò dobbiamo ringraziare lo spirito di abnegazione dei vari Comitati , che fanno il tutto, soprattutto, a titolo gratuito”.

Riguardo al coordinamento, infine, Mecarini ha detto di voler coinvolgere anche altre realtà come il Gonfalone e  SS. Maria Liberatrice. “Intanto iniziamo così, iniziamo questo percorso istituzionalizzato – ha affermato – Auspico di andare avanti in questa direzione”.

La parola è passata a Lucio Laureti, in rappresentanza del comitato del Centro storico, che quest’anno festeggerà i 50 anni del trasporto della Minimacchina con una macchina tutta nuova, che resterà secretata fino alla sera del 1 settembre. “E’ uno sforzo che facciamo tutti con passione verso la nostra Santa e la città – ha esordito

Buzzi, Terzoli, Loddo
Buzzi, Terzoli, Loddo

Laureti – Questo finanziamento del Comune ci darà una boccata d’ossigeno che, soprattutto in questa nostra situazione, con una macchina nuova, è per noi importante. Siamo arrivati a questo storico traguardo dei 50 anni e per l’occasione, oltre ad una Macchina nuova, presenteremo anche un libro, a cura del nostro storico Giancarlo Bruti. La nuova macchina è realizzata da un team di persone affiate. L’anno scorso la Macchina del centro storico è stata accesa dai facchini del Pilastro. Quest’anno rivolgiamo l’invito a quelli di Santa Barbara per festeggiare tutti insieme questa nostra tradizione”.

Per il Pilastro ha preso la parola il presidente del Comitato, Pino Loddo, che dopo aver

De Alexandris, Laureti
De Alexandris, Laureti

ringraziato l’assessore Barelli per l’iniziativa, ha commentato: “Per me sapere di questo contributo è stato come un fulmine a ciel sereno. Volevo fare il facchino, ma per questioni di salute ho dovuto rinunciare, ma sono 45 anni che mi dedico a Santa Rosa in altro modo. Le Minimacchine hanno portato bel il 65 per cento dei facchini grandi. Oggi i facchini sono quasi tutti studenti ed imprenditori. Ben vengano, quuindi, queste 3 mila euro, è come mettere l’olio alla candela”.

Il presidente onorario del Comitato del Pilastro, Luigi Maria Buzzi ha aggiunto: “Plaudo all’iniziativa del Comune. Quando l’iniziativa è valida, al di là dei colori politici, è valida sempre ed è positiva perchè va a sostenere le Minimacchine di Santa Rosa, che, come sappiamo, devono affrontare sempre molte spese. Se si riuscisse, comunque a portare a 3500 euro il contributo sarebbe meglio, si può sempre migliroare”.

Lucio Laureti
Lucio Laureti

Al riguardo Barelli ha replicato che il Comune cercherà di arrotondare la cifra a 3500 euro, facendosi carico di alcune spese.

Per il Comitato di Santa Barbara è intervenuto Diego Terzoli, nella doppia veste anche di facchino di S. Rosa. Dopo aver ringraziato l’assessore e tutta la giunta per il contributo, ha rimarcato l’importanza di formare i futuri facchini, cercando di non fare stare in strada i bambini. Ha poi invitato gli altri comitati ad organizzare, come lo scorso anno, una convention con tutti i piccoli facchini da svolgersi dopo il trasporto del 3 settembre, per fare stare insieme tutti i ragazzi.

Buzzi, Terzoli, Loddo
Buzzi, Terzoli, Loddo

Ha preso, infine, la parola Giancarlo Bruti, che ha detto: “Non ringrazio nessuno perchè di schiaffi in faccia li abbiamo presi e tanti in questi anni. La Minimacchina è un gioco di ragazzi che c’è sempre stato. Ciò che conta è lo spirito, l’aggregazione.  Il termine Minimacchina nasce il 1 settembre del 1968 sugli scalini della Crocetta. Il termine è stato coniato qui.  Si tratta di una festa giocata”.

Ha poi ricordato come dallo scorso anno il Centro storico ha avviato un corso formativo/spirituale sui minifacchini. “Non esiste il facchino più bravo, più forte – ha concluso Bruti – Sono tutti uguali”.

Anche il presidente del Sodalizio Mecarini ha rimarcato il concetto: “Noi siamo facchini di Santa Rosa, non della Macchina. Quello che conta è lo spirito di abnegazione e la

Loddo, Mecarini
Loddo, Mecarini

fede verso la Santa”. Ha poi ricordato i prossimi appuntamenti del 23, 24 e 25 giugno con le prove di portata dei facchini ed aspiranti facchini presso la ex chiesa della Pace e di come quest’anno, per celebrare l’anno giubilare della Misericordia, nel corso delle tre giornate, fuori la chiesa verrà allestita una colletta alimentare in favore della Caritas della Sacra Famiglia. “Ogni facchino porterà qualcosa ed invito anche tutta la cittadinanza a contribuire a questo evento che facciamo nell’anno della Misericordia” – ha precisato Mecarini.

Sulla divisa dei piccoli facchini Bruti ha, infine, ricordato come il 31 agosto del 1991, Alfredo Allegrini, segretario del Sodalizio, criticò nel corso di un convegno presso la Sala del Conclave, i pantaloni corti che allora indossavano i bambini. La divisa dei giovani facchini fu poi sostituita con gli attuali pantaloni lunghi.

 

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