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Santa Rosa 2025, fede e tradizione a Viterbo: la traslazione del corpo e il corteo storico (VIDEO)

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Un evento straordinario ha segnato le celebrazioni di Santa Rosa 2025 a Viterbo, nell’anno giubilare dedicato alla speranza. La città ha vissuto con profonda partecipazione questo pomeriggio la traslazione del corpo incorrotto della patrona dal santuario alla cattedrale di San Lorenzo, seguita dal tradizionale corteo storico che ha attraversato il cuore del centro cittadino.

Sul sagrato del Duomo, il vescovo Orazio Francesco Piazza ha guidato un momento di preghiera e venerazione, sottolineando il valore spirituale dell’evento: “Santa Rosa ci dice di non perdere la speranza. Ha affrontato umiliazioni e difficoltà, ma la sua forza nasceva dalla fragilità. Dove c’è la prova, lì è presente anche lei”. Il presule ha invitato i fedeli a trasformare la devozione in responsabilità concreta, richiamando tutti a passare «dall’io al noi» e a farsi portatori di pace e unità ed ha evidenziato: “Il trasporto straordinario del suo corpo ci riporta al suo dies natalis. Rosa è tornata tra le vie della sua città, affidata alle spalle dei facchini ma anche di tutti noi. Ed è tornata con lo stesso entusiasmo del suo tempo”. Ha poi aggiunto: “Rosa è uno scricchioletto di donna, dal fisico minato e dal cuore segnato, ma che potenza da questa debolezza.. Ci insegna a non scoraggiarci e a non perderci d’animo. Dove è la difficoltà lei c’è”. Il Vescovo ha poi invitato tutti i presenti a “scendere dai piani alti dell’io a quelli bassi del noi”. “Rosa – ha affermato-  non ha rinunciato al suo essere, a spendere e a non disperdere la vita. Rinunciamo alle nostre pretese. Il ‘Semo tutti de ‘n sentimento’ sia un invito alla corresponsabilità”.

Dopo il rito in cattedrale, il corpo di Santa Rosa è tornato al santuario, accompagnato da un corteo che ha visto la partecipazione di oltre 300 figuranti in abiti d’epoca, fedeli, confraternite, religiosi, facchini, rosine e musici.
La sfilata, che rievoca sette secoli di storia cittadina, ha attraversato le vie principali di Viterbo, tra due ali di folla. La tradizione risale al 1258, quando papa Alessandro IV dispose la prima traslazione del corpo della giovane santa.

Alla celebrazione hanno preso parte le autorità civili, militari e religiose, tra cui il prefetto Sergio Pomponio, la sindaca Chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, la vice presidente del parlamento europeo, Antonella Sberna,  rappresentanti del consiglio regionale, dell’amministrazione comunale, delle forze dell’ordine, insieme ai costruttori Vincenzo e Mirko Fiorillo della Macchina di Santa Rosa ed il suo ideatore Raffaele Ascenzi.

Il corteo ha accolto anche delegazioni storiche di Soriano nel Cimino e Vitorchiano, a testimonianza del legame che unisce il territorio alla santa. La ricostruzione accurata dei costumi, dal XIII al XIX secolo, ha offerto ai cittadini e ai visitatori un autentico spaccato della vita viterbese nei secoli passati.

L’evento si è concluso con il ritorno del corpo della patrona al monastero, portato ancora una volta sulle spalle dei facchini. Un gesto simbolico che ha commosso i fedeli e ribadito il messaggio eterno di speranza, pace e unione che Santa Rosa continua a donare alla sua città.

Foto di FEDERICO USAI e WANDA CHERUBINI. Video di MARIELLA ZADRO e WANDA CHERUBINI

 

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