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Santa Rosa 2026, Viterbo prepara il Trasporto: sicurezza, tradizione, dediche e novità per il 3 settembre (VIDEO)

di WANDA CHERUBINI –

VITERBO – Sicurezza, organizzazione, fede, tradizione e uno sguardo rivolto al futuro. Viterbo entra nel vivo dei preparativi per il Trasporto della Macchina di Santa Rosa del 3 settembre, con una macchina organizzativa che vede impegnati Comune, Prefettura, Questura, Provincia, Polizia locale, Diocesi, Sodalizio dei Facchini, costruttori, ideatore di Dies Natalis e comitati delle Minimacchine.

A fare il punto è stata quella che la sindaca Chiara Frontini ha definito la conferenza “più importante e attesa dell’anno”. Dopo i ringraziamenti di rito, la prima cittadina ha chiarito che “nessun Trasporto sarà mai blindato”, sottolineando come il lavoro svolto serva invece a rendere sempre più professionale la gestione della Macchina e delle eventuali situazioni di necessità.

Uno sforzo significativo, ha evidenziato Frontini, da parte delle istituzioni e degli operatori sul campo, fondato sulla fiducia reciproca e sulla comunione d’intenti fra i rappresentanti istituzionali.

La sindaca ha ringraziato il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, quale istituzione della città, rappresentato dal presidente Massimo Mecarini, insieme a ogni singolo Facchino, ai costruttori e all’ideatore della Macchina, impegnati affinché questa possa non soltanto risplendere dal punto di vista estetico, ma perfezionarsi continuamente. Un ringraziamento anche alla Diocesi, rappresentata da don Massimiliano, affinché l’accompagnamento voluto dal vescovo mantenga sempre vivo ciò che è alla base del Trasporto: la fede e il legame con Santa Rosa. Frontini ha poi ringraziato suor Francesca, custode della “piccola Santa”, il presidente della Provincia e tutti gli enti locali che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno all’amministrazione.

Un ringraziamento è stato rivolto anche alla Regione Lazio, che ha confermato il contributo straordinario già concesso lo scorso anno in occasione del Giubileo e utilizzato quest’anno anche per consentire il montaggio della Macchina il 9 luglio.

Il Comune e il Sodalizio hanno lavorato anche all’organizzazione delle sei passeggiate sotto la Macchina, alle quali hanno partecipato complessivamente oltre mille persone.

Frontini ha ricordato che la manifestazione è Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità e ha spiegato come il montaggio anticipato del 9 luglio sia stata una precisa scelta, alla luce della positiva ricaduta in termini di partecipazione di cittadini e visitatori, ai quali viene così offerto un primo assaggio di ciò che rappresentano la Macchina di Santa Rosa e il suo Trasporto.

Un’esperienza che potrà essere ulteriormente migliorata, anche attraverso eventi capaci di animare maggiormente quello spazio.

Per la sindaca è inoltre fondamentale raccontare la Macchina fuori da Viterbo e innovare affinché sempre più persone possano accedere al privilegio di conoscere il Trasporto: una scelta che ha paragonato a quella di un figlio che, diventato grande, lascia la propria casa. Si avverte qualcosa che viene a mancare, ma si è consapevoli della strada che deve percorrere. È anche questo, secondo Frontini, il significato del riconoscimento Unesco.

L’assetto delle piazze sarà quello ormai collaudato da diversi anni: sedie in piazza del Comune, mentre le altre piazze resteranno libere.

Confermati tutti i servizi già sperimentati. La sindaca ha ringraziato l’Università degli Studi della Tuscia per aver messo a disposizione il parcheggio Unitus e ha ricordato la conferma del servizio navette con date e orari dedicati.

Sul fronte delle prenotazioni, Frontini ha ricordato come si sia passati dalle file chilometriche registrate in passato fuori dagli Almadiani all’attuale sistema di prenotazione, online e sul posto, che non ha evidenziato criticità.  Ringraziamenti anche agli assessori Aronne e Giliberto per il lavoro relativo ai biglietti destinati alle persone con disabilità.

Proprio per le categorie fragili è prevista una novità: tutte le persone con disabilità riceveranno sacca, borraccia e cappellino brandizzati, pensati anche per contribuire al raffrescamento durante l’attesa.

Sono stati inoltre acquistati manifesti pubblicitari da esporre a Roma e Viterbo, mentre un intenso lavoro è stato portato avanti sui social media. A questo si aggiunge l’esposizione della Macchina a piazza San Sisto.

Frontini ha infine ringraziato tutto il personale del Comune, auspicando che il Trasporto, preceduto da quelli delle Minimacchine, possa essere sereno, di successo e capace, ancora una volta, di arrivare al cuore dei viterbesi.

Sul fronte della sicurezza è intervenuto il prefetto di Viterbo Sergio Pomponio, spiegando che quest’anno il dispositivo è stato messo in moto con largo anticipo rispetto allo scorso anno, già prima della primavera, proprio per consentire di predisporre misure ancora più accurate.

La principale novità è rappresentata dalla realizzazione di un vero e proprio piano di evacuazione. Lo scorso anno esistevano soltanto indicazioni molto generiche; per questa edizione è stato invece predisposto un documento dettagliato che prende in considerazione diversi scenari, dalla minaccia terroristica all’emergenza meteorologica, fino al malessere o al gesto inconsulto di una persona.

Il documento, ha spiegato Pomponio, potrebbe diventare un esempio anche per manifestazioni analoghe ed è stato già sottoposto a una prova sul campo, che ha dato risultati giudicati soddisfacenti. L’esame finale è previsto nel pomeriggio.

Il piano tiene inoltre conto di alcune variazioni normative e dell’adozione, da parte dell’amministrazione comunale, di norme specifiche per il Trasporto e di altre disposizioni più generali, comprese quelle relative a possibili bivacchi e alle occupazioni di suolo pubblico.

Tra i provvedimenti rientrano anche le ordinanze relative ai balconi con un numero di persone superiore ai limiti statici consentiti, nonché alle fioriere dei ristoranti e ai gazebo.

Uno dei temi centrali riguarda proprio le sedie lungo il percorso della Macchina. Pomponio ha ricordato che esiste una norma che vieta l’occupazione non autorizzata di suolo pubblico e che, soprattutto, sedie e oggetti analoghi possono diventare un ostacolo alle vie di fuga e quindi all’applicazione del piano di evacuazione. Le sedie saranno pertanto rimosse.

Il prefetto ha aggiunto anche una considerazione legata all’equità tra gli spettatori: oltre a costituire un ostacolo, le sedie finirebbero per creare una condizione di privilegio rispetto alle persone che assistono al Trasporto da altri punti del percorso.

Pomponio si è detto comunque molto fiducioso e pronto a vivere il Trasporto insieme alle tante persone che raggiungeranno Viterbo, assicurando il massimo impegno affinché l’edizione 2026 possa essere ancora migliore di quella precedente.

Il presidente della Provincia Alessandro Romoli ha evidenziato due aspetti fondamentali del rapporto tra il Trasporto e il territorio provinciale. Il primo riguarda la partecipazione dei Facchini alle numerose iniziative organizzate nei comuni della Tuscia, che negli anni ha contribuito ad accrescere la consapevolezza del legame tra le comunità locali e il Trasporto della Macchina. Secondo Romoli, si tratta di uno scambio importante fra la città capoluogo e il territorio, attorno a quello che rappresenta uno dei fulcri più importanti della fede locale.

Il secondo elemento è il rapporto dei bambini con i Trasporti delle Minimacchine, manifestazioni nelle quali Romoli ha registrato una partecipazione particolarmente significativa. Un dato che lascia ben sperare per il futuro delle tradizioni, che non possono essere considerate semplicemente eventi folcloristici, ma possiedono una forte dimensione sociale e una grande capacità di coinvolgimento, grazie al Sodalizio e ai comitati delle Minimacchine.

In una società sempre più disimpegnata, secondo il presidente della Provincia questa consapevolezza contribuisce a mantenere vive le tradizioni: “Non esisterebbe la Tuscia senza le nostre tradizioni”. Romoli ha ringraziato prefetto, questore, Comune e forze dell’ordine per la professionalità dimostrata, augurando a tutti un Trasporto all’insegna della sicurezza e della serenità.

Per il questore di Viterbo Giorgio Di Munno sarà il primo Trasporto vissuto nel suo nuovo ruolo. Di Munno ha spiegato di stare entrando nel clima e nel sentimento della festa e di sentirsi fortunato per essersi inserito in un contesto istituzionale di altissimo valore. Al di là delle necessarie innovazioni, il questore ha voluto rimarcare come la macchina organizzativa sia già stata testata e sottoposta a un importante “stress test” lo scorso 3 settembre e sia dunque ampiamente rodata e collaudata. Il suo intervento si è concluso con un semplice: “Evviva Santa Rosa”.

Il vicario episcopale per le tradizioni della Diocesi di Viterbo, don Massimiliano Balsi, ha posto l’accento sul significato spirituale e sul futuro della festa. Il Trasporto, ha spiegato, deve caratterizzarsi in un’ottica di futuro. La grande immagine della Macchina di Santa Rosa è qualcosa di bello, ma senza il cuore umano rappresentato dai Facchini rischierebbe di rimanere una bellezza fine a se stessa.

Dalla festa bisogna invece ricavare un’indicazione per il futuro: una città che i Facchini portano in alto con tutta la sua bellezza e che deve poi tradurre quella stessa bellezza nei comportamenti quotidiani. Se la festa finisse il 3 o il 4 settembre, secondo don Balsi, servirebbe a poco: Santa Rosa deve continuare a vivere attraverso le persone e attraverso le loro scelte.

La Santa seppe rimanere nella sua città anche nei momenti difficili, le fu fedele, la abitò, la visse e lasciò un segno che dura ancora oggi. Per questo il cammino deve necessariamente guardare al futuro, altrimenti rischia di diventare sterile.

L’augurio della Diocesi è quindi che Santa Rosa torni a camminare nella città anche dal 4 settembre in poi e che la fede possa produrre scelte concrete, oltre le belle parole.

Suor Francesca Pizzaglia, portando anche i saluti di suor Carmela, ha ricordato le celebrazioni eucaristiche come occasioni per conoscere sempre più Santa Rosa e chiederne l’intercessione. Sabato scorso è avvenuta la restituzione del Santuario, con la chiesa nuovamente aperta nel suo splendore e la cupola illuminata durante la sera.

Il dottor Capasso ha inoltre aperto l’urna, che appariva leggermente opaca a causa del trascorrere del tempo. L’urna è stata ripulita e, nell’occasione, è stato cambiato anche l’abito di Santa Rosa: sempre l’abito della penitenza, di colore grigio, ma meno antico.

Il 18 settembre alle ore 18 l’équipe Capasso illustrerà ciò che è stato fatto il 29 aprile, quando Capasso ha trovato intatto il corpo di Santa Rosa.

Un altro appuntamento è previsto per l’11 settembre, quando verrà inaugurata, al mattino, una sala restaurata: la Sala del Pellegrino, che sarà dedicata a Barelli. Nella stessa occasione sarà presentata una borsa di studio, resa possibile grazie alla Banca Lazio Nord e all’Istituto Toniolo.

Il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini ha ringraziato i comitati delle Minimacchine, sottolineando come siano proprio loro a consegnare il futuro della tradizione: oltre il 60 per cento dei Facchini proviene infatti dal mondo delle Minimacchine.

Mecarini, anche vicepresidente di Gramas, ha definito quello del 2026 un Trasporto particolare, che arriva dopo quello del 2025, destinato a rimanere negli annali. Il Trasporto 2026 sarà dedicato alla pace, come quello dello scorso anno, ma anche a due avvenimenti verificatisi rispettivamente 80 e 40 anni fa. Il primo è la ripresa del Trasporto dopo la Seconda guerra mondiale, quando la Macchina partì da Fontana Grande. Il secondo risale al 1986, anno in cui la Macchina rischiò di cadere.

La “girata” sarà invece dedicata ad alcuni Facchini e personalità scomparsi nel corso dell’anno e non soltanto: Pio Marcoccia, sindaco di Viterbo nel 1986; Mario Sanna, grande Facchino; il maestro Vito Ferrante; Claudio Cavalloro, fotografo vicino al Trasporto; Pietro Bevilacqua; Luciano Ilari, maestro e artista che ha realizzato il logo delle maglie del Sodalizio; il Facchino Vincenzo Rossi; Cosimo Ilio Buffelli; Tonino Pieracci; Enrico Miralli; Claudio Valente e Mario Ciucci.

Due dediche particolari saranno rivolte inoltre a Pietro Rossi, garibaldino viterbese, nel 150° anniversario della sua scomparsa, e a Luigi Petroselli, a 45 anni dalla morte. Petroselli, sindaco di Roma e viterbese, sarà ricordato anche attraverso il museo, che verrà dedicato proprio a lui.

Saranno presenti a Viterbo anche gli amici della Rete delle Macchine a Spalla, mentre non potranno partecipare quelli di Sassari, impegnati con la loro festa.

Mecarini ha ribadito che la Macchina e il Trasporto appartengono a tutti e che esiste il dovere di divulgare nel mondo l’importanza e i valori della tradizione viterbese.

In quest’ottica ha ricordato il Premio Il Ciuffo e la Rosa d’Oro e d’Argento, destinati ai viterbesi che vivono fuori provincia o all’estero. La consegna dei riconoscimenti avverrà il 3 settembre al Teatro dell’Unione.

Il presidente del Sodalizio ha infine ringraziato tutte le forze dell’ordine, la Polizia locale e le autorità che consentono di portare avanti la tradizione.

Il capofacchino Luigi Aspromonte ha assicurato che i Facchini sono pronti e che ormai si è entrati nel vivo della manifestazione, come dimostrano anche le tradizionali cene in piazza. Cene che, pur essendo impegnative, rappresentano per i Facchini una sorta di ritiro. Aspromonte ha raccontato di aver visto il gruppo affiatato, gioioso e scherzoso, un elemento fondamentale per cementare ulteriormente lo spirito di squadra in vista dei giorni decisivi.

Visto il buon risultato ottenuto lo scorso anno con il coinvolgimento dei viterbesi nel “Sollevate e fermi”, anche quest’anno si continuerà a chiedere alla città di partecipare al grido “Semo tutti d’un sentimento”, rivolto tanto ai Facchini quanto ai viterbesi. La formazione dei Facchini è pronta e sarà resa pubblica domenica, dopo la prova generale.

Per quanto riguarda la Macchina, Aspromonte ha riferito di aver incontrato Damiano Amatore di aver comunicato le misure delle stanghette. Tutto dovrebbe essere a posto.

Annunciata anche una sorpresa: arrivata a Fontana Grande, la Macchina verrà fermata e subito dopo sarà nuovamente effettuato un “Sollevate e fermi” come ringraziamento a Santa Rosa e richiamo alla ripartenza del 1946.

Aspromonte ha inoltre ricordato la consuetudine, verso la fine del Corso, di inserire al volo le spallette aggiuntive.

Negli ultimi anni era stata introdotta una sosta tecnica quando il Trasporto passava per via Marconi, per consentire ai Facchini di riprendere fiato. Una soluzione analoga è stata adottata con la nuova Macchina sul Corso, che richiede particolare abilità.

Quest’anno le spallette aggiuntive saranno inserite al volo anche per testare l’intero percorso. A chi ha chiesto un ritorno in via Marconi, il capofacchino ha risposto che quest’anno non avverrà.

Una volta raggiunto il sagrato di Santa Rosa, Aspromonte fermerà nuovamente la Macchina e chiederà ai Facchini un ulteriore sforzo, ricordando ciò che accadde 40 anni fa, quando si sfiorò una disgrazia che fortunatamente non ebbe conseguenze. Da allora molte cose sono cambiate e il gesto servirà anche a ringraziare Santa Rosa per quanto non avvenne. “Evviva Santa Rosa”, ha concluso Aspromonte.

L’ideatore di Dies Natalis, Raffaele Ascenzi, ha richiamato gli eventi dello scorso anno che rischiarono di mettere tutto in discussione e ha ringraziato la città, i Facchini e il Sodalizio per il coraggio dimostrato nel mettersi sotto la torre e portare Santa Rosa dove doveva arrivare.

Ascenzi ha ricordato che si tratta di una Macchina molto ingombrante, ma ha sottolineato la straordinaria sinergia creata tra la struttura e i Facchini, affermando che lo scorso anno sembrava quasi che la Macchina “viaggiasse da sola”.

Quanto alle migliorie, l’ideatore ha spiegato che è difficile intervenire su Dies Natalis, perché già dal primo anno era stata realizzata molto bene e lo scorso anno si è mostrato particolarmente soddisfatto del comportamento della struttura sulle spalle dei Facchini.

La vera differenza rispetto all’edizione precedente sarà poterla vedere attraversare le strade buie della città, così da accentuare i due colori della Macchina.

Ascenzi ha aggiunto di essere, “al 51 per cento”, convinto di riportarla alla monocromia del primo anno. Un ringraziamento è stato rivolto anche a suor Francesca per l’attenzione dedicata a Santa Rosa, motivazione profonda per continuare ad andare avanti.

Il costruttore Vincenzo Fiorillo ha sottolineato quanto sia stata fondamentale, lo scorso anno, la sicurezza garantita a tutto il gruppo di lavoro. La Macchina è ormai al suo terzo anno e i lavori sono in fase di ultimazione. Si stanno montando le spallette e, entro la giornata, saranno installate anche quelle aggiuntive. Domenica, sotto la guida e secondo le indicazioni del capofacchino, verranno effettuate alcune prove.

Fiorillo ha inoltre rassicurato sulle condizioni della struttura: nonostante abbia subito un paio di giorni di forte vento, la Macchina ha dimostrato un’ottima flessibilità. Tutto il traliccio sarà comunque nuovamente controllato. “Sarà tutto perfetto”, ha assicurato il costruttore, annunciando per il 2 settembre la pesata generale.

Il comandante della Polizia locale Mario Vinciotti è tornato con la memoria al 3 settembre dello scorso anno, ricordando il senso di responsabilità e la difficoltà della decisione che fu necessario prendere e che, alla fine, si rivelò la migliore possibile. I provvedimenti per quest’anno non saranno particolarmente diversi da quelli delle edizioni precedenti.

Alcuni divieti di sosta inizieranno il 1° settembre. I residenti che perderanno temporaneamente la possibilità di utilizzare determinate aree potranno parcheggiare su viale Capocci. Il 2 settembre alle ore 12 è prevista la cerimonia della Mazza Argentata, mentre nel pomeriggio si svolgeranno il corteo storico e la processione.

Vinciotti ha ricordato come ogni anno la Polizia locale sia costretta a effettuare numerose rimozioni, invitando quindi i cittadini a una collaborazione spontanea. Nella notte tra il 2 e il 3 settembre verrà sparsa la pozzolana lungo le vie del percorso, con conseguenti difficoltà per la circolazione. La mattina del 3 settembre tutto dovrà essere già pronto e fin dalle prime ore saranno messi in esecuzione i divieti apposti nei giorni precedenti.

Particolare attenzione verrà riservata alla necessità di mantenere il percorso libero da qualsiasi ingombro che possa provocare inciampi: occupazioni provvisorie e sedie non saranno consentite.

La Polizia locale lavorerà già nei giorni precedenti per informare e sensibilizzare i cittadini. Il 3 settembre le sedie eventualmente trovate lungo il percorso saranno caricate e rimosse con un apposito veicolo.

Per le persone con disabilità, in collaborazione con l’assessorato comunale, sono previste misure specifiche per facilitare la visione della Macchina, con posti riservati in viale Capocci, via delle Fortezze e nel parcheggio del Sacrario.

La Polizia locale avrà inoltre indicazioni per consentire il passaggio da Valle Faul alle persone autorizzate a raggiungere queste postazioni. Saranno disponibili anche piattaforme dedicate alle persone con disabilità.

Spazio anche ai tre comitati delle Minimacchine. Per il Pilastro, il presidente Stefano Caciola e il capofacchino Angelo Loddo hanno sottolineato come ogni anno nuovi ragazzi entrino a far parte della tradizione. Nonostante un’epoca fortemente segnata anche dall’intelligenza artificiale, quando si parla di Santa Rosa Viterbo continua a riempirsi di giovani: complessivamente sono almeno 400 i ragazzi coinvolti nei tre comitati. La Minimacchina sfilerà sabato.

Per la Minimacchina di Santa Barbara, il presidente Daniele Paiolo e il capofacchino Gianni Bertoccini hanno ricordato che si è giunti al secondo Trasporto di “Rosa Virtutis”, con un positivo riscontro tra i giovani. È stato realizzato anche un omaggio ai minifacchini, ai quali sono state regalate una bandana bianca e una piccola rosa rossa. È nato inoltre un dolce dedicato ai ragazzi, la “Rosa del Minifacchino”, un panino dolce prodotto da un forno di Santa Barbara.

Sul fronte dei servizi, saranno aggiunti cinque bagni chimici, destinati sia al pubblico sia alle persone con disabilità. Alla partenza sarà inoltre disponibile un’area riservata a persone con disabilità e anziani, con un servizio di distribuzione di bevande. È stato deciso di dedicare il Trasporto alla città di Viterbo in Sud America, mentre la girata sarà dedicata al quartiere.

Tra le novità anche l’ingresso del nuovo capofacchino, al quale il comitato ha espresso massima fiducia. Il Trasporto è previsto domenica 30 agosto.

Per il Comitato Centro Storico, il presidente Gianni Baiocco e il capofacchino Alessandro Lucarini hanno illustrato l’evoluzione avvenuta negli ultimi anni. Si è iniziato portando i bambini alle cene in piazza San Lorenzo, coinvolgendo successivamente anche le bambine, fino a superare le 30 unità.

Quest’anno sarà introdotta una variazione del percorso, decisa esclusivamente per tutelare i bambini e permettere loro di vivere ancora più intensamente lo spirito e il contatto con Santa Rosa.

Il momento più significativo per i piccoli è infatti quello in cui la Minimacchina poggia al monastero: riportarla successivamente a piazza Dante risultava superfluo.

La nuova soluzione consentirà inoltre di utilizzare strade più larghe e la Minimacchina effettuerà le proprie fermate in corrispondenza di tutte le soste previste per la Macchina grande. Lucarini ha comunque precisato che non cambierà nulla per quanto riguarda prova e Trasporto.

Il capofacchino Angelo Loddo ha ricordato l’importanza di poter portare “Armonia Celeste”, che quest’anno affronterà il suo ultimo Trasporto. Sarà dedicato un pensiero ai Facchini che erano sotto la Macchina nella sera ricordata durante la conferenza. È stato effettuato soltanto un piccolo spostamento di una fermata che avverrà esattamente di fronte al Centro sociale Pilastro. Da parte sua Gianni Bertoccini, da dieci anni all’interno del comitato, ha dichiarato di accettare il nuovo incarico con responsabilità e umiltà.

Numerose, infine, le presenze annunciate a Palazzo dei Priori e in città in occasione del Trasporto del 3 settembre. Tra gli ospiti è prevista la presenza dell’ambasciatrice colombiana, oltre ad alcune delegazioni in rappresentanza dei sindaci del G7. È attesa inoltre una delegazione proveniente da alcuni Comuni sardi, nell’ambito del gemellaggio con il Cammino di Bonaria.

Viterbo si prepara così a vivere ancora una volta i giorni più intensi dell’anno, tra le misure di sicurezza predisposte per accogliere migliaia di persone, le novità organizzative e quella dimensione di fede, appartenenza e tradizione che continua a legare la città alla sua patrona e al grido che accompagna da sempre il cammino dei Facchini: “Evviva Santa Rosa!”.

Foto e video di GIUSEPPE INTAGLIATA CHERUBINI