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Santa Rosa prima della tradizionale Macchina

VITERBO – In questi giorni l’attenzione dei viterbesi è protesa verso la sera del 3 Settembre quando Dies natalis farà il suo passaggio trionfale per le vie del centro storico. Di questo rito pluricentenario e del termine “macchina” abbiamo la prima notizia nel 1653 , mentre il primo disegno finora conosciuto e quello di Giuseppe Franceschini del 1690.

Ma prima? Sono scarne le notizie storiche che vanno dal 1252, anno in cui il Vescovo e popolo di Viterbo chiedono a Innocenzo IV che venga istituito     il processo di canonizzazione della piccola Rosa. Altra data conosciuta è quella del 9 Settembre 1258 quando il Papa Alessandro IV fa trasportare il corpo incorrotto della Santa nella chiesa del Monastero di San Damiano.

Dopo questo solenne atto pubblico di devozione e di riconoscimento delle virtù della Santa, per circa duecento anni non si ha notizia di manifestazioni pubbliche in onore di Santa Rosa, né da parte della Chiesa ne della Municipalità. Anche nelle cronache locali non vi sono riscontri significativi a riguardo.

In questo lungo lasso di tempo non viene a mancare però la devozione personale verso la Santa, mantenuta viva dalle monache del Monastero e testimoniata da diversi miracoli avvenuti in questo periodo e riportati in appendice nella Vita II.

L’attenzione della Chiesa locale e del Comune nei confronti di Santa Rosa si riaccende solo verso la metà del secolo XV per una serie positiva di avvenimenti: la Bolla di Nicolò V del 1449 nella quale Rosa viene chiamata “Santa” e si autorizza una luminaria con offerta di cera alla chiesa di Santa Rosa nella festa della Candelora, il Giubileo del 1450 che vide uno straordinario afflusso di pellegrini visitare la chiesa di Santa Rosa, il Processo di canonizzazione callistiano del 1457, la terribile pestilenza del 1476 durante la quale il corpo della Santa venne portato in processione per le vie cittadine.

Il 14 Aprile1512 il Consiglio dei Dodici del Comune di Viterbo approvò all’unanimità l’istituzione di una luminaria in onore di Santa Rosa da farsi nel giorno della festa della Santa. Non si tratta di una processione religiosa, come talvolta è stato equivocato, bensì di un corteo laico che come dice l’apposita Riformanza “i signori Priori siano radunati nel giorno della festa suddetta con i Rettori (delle Arti) nella Piazza del Comune al suono della campana e dello squillo delle trombe … per poi dirigersi alla detta chiesa con luminarie e l’offerta di cera”.

Questa disposizione verrà poi riconfermata nel 1632.

Brizi Mario

 

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