VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: Nel giugno 2014 in Vaticano una preghiera corale fu pronunciata nelle intenzioni di pace espresse durante l’incontro tra Papa Francesco, il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen. Dal 2015 nel quartiere di S. Pellegrino sorge un murale, opera dell’artista Mauro Magni, che colloca nelle stesse sfumature degli antichi vicoli di peperino quelle stesse parole, per andare a raccontare una sorta di preghiera tra le torri di Viterbo.
L’opera si intitola Marte – Gaza, per unire in un unico nome il dio della guerra e la città che è da sempre simbolo di conflitti, con una torre (questa si in macerie!) emblema di una civiltà costruita e distrutta in una fallimentare ricerca della pace, tanto da trasformare quella che nasce come
un’invocazione, O Dio, lentamente, in un processo in cui le parole vengono gradatamente compattate, così che lo sguardo non si accorga del cambiamento, nella parola ODIO. Quando l’occhio incontra quella parola ormai riunita capisce che il progetto di pace è fallito, riducendo in macerie la torre simbolo di civiltà ed umanità.
Qui sotto sono riportate le immagini del titolo e firma dell’autore all’epoca, e lo stato del titolo oggi. Una mano ignota ha ritenuto opportuno grattare via la parola GAZA, forse per insulso vandalismo, ma forse guidato ancora una volta da quella parola di quattro lettere sul muro, a dimostrare che in fondo l’artista questa vittoria l’aveva già prevista.
Questa segnalazione vuole rivolgersi soprattutto alla Amministrazione comunale, così severamente sollecita a tutelare la integrità delle opere d’arte, dei fontane e monumenti, tanto da da vietare
anche solo di sedervisi, per metterla al corrente del vandalismo.
Anche l’opera pittorica segnalata è un’opera d’arte, e come tale andrebbe da parte del Comune tutelata, e rapidamente restaurata nella sua forma originale, dimostrando fattivamente, non solo a parole, che qui da noi non ha spazio l’odio, ma solo il rispetto per la legge e la libertà.
Diceva Oscar Wilde. “La vita imita l’arte”. Mai come in questo caso l’artista Mauro Magni ha anticipato la realtà, con la previsione della vittoria dell’ odio anche qui, in piccolo.
In fondo però quella località, GAZA, può essere cancellata da un muro. Forse, dalla carta geografica. Dalle coscienze, mai.
Cordiali saluti”.
A. Franco Sedda








