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Protezione Civile

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Sergio Cammariere trionfa a Ferento in una grande serata di musica e solidarietà per la ricerca della Sla (VIDEO)

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Ieri, 4 luglio, l’antico Teatro Romano di Ferento, sold out, ha accolto tra gli applausi un eccezionale evento di beneficenza, ideato e promosso da Italo Leali con “Tuscia in Jazz for Sla”, che ha visto sul palco l’eccelso musicista Sergio Cammariere, la violoncellista Giovanna Famulari e Daniele Tittarelli al sax soprano, esibirsi nel magnifico concerto “Piano Solo e Voce”.

L’intero ricavato sarà devoluto alla ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica, unendo in modo simbolico tutti i comuni che hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione. L’appuntamento si è svolto grazie al contributo di Provincia di Viterbo, Ance Viterbo, Unindustria, Terme dei Papi e Consorzio Teatro Tuscia ed è realizzato in collaborazione con Tusciaweb.

Tra il pubblico, ai margini del palco, immobile sul suo letto, Italo Leali, circondato da familiari e amici, si collega a uno speciale computer che gli permette di mandare messaggi sonori. Così la serata che si annuncia speciale, inizia con l’ascolto commovente delle sue parole di ringraziamento.

“Amici, è con immensa gioia che mi trovo qui stasera dopo aver avuto il privilegio di essere a Civita di Bagnoregio e a Palazzo Farnese, un’altro dei capolavori che i nostri antenati ci hanno lasciato. E’ un’emozione indescrivibile e lo è ancora di più al pensiero che l’11 luglio sarò a Bassano Romano, nella magnifica villa Giustiniani-Odescalchi.

Questa sera desidero ringraziare prima di tutto i miei amici Patrizia Natale, Mauro Morucci, Paolo Pelliccia,Francesco Corsi, Francesco Laurenti ed Ernesto Bruzziches che mi sostengono con la loro amicizia incondizionata, Carlo Galeotti per avermi promosso e sostenuto in questa campagna di raccolta fondi.

Un grazie speciale va poi ai miei operatori sanitari che orami considero parte della mia famiglia, e alla Croce Rossa di Ronciglione. Senza di loro sarei inchiodato a letto, immobilizzato da questa malattia infame che mi ha colpito.

Questo è il motivo principale per cui sono qui per testimoniare con il mio corpo martoriato, cosa sia la SLA. Purtroppo noi malati di Sla siamo spesso nascosti nelle nostre camere, con i familiari a cui viene tolta tutta la vita e quei pochi amici che hanno il coraggio di venirci a trovare.

Ma dentro questi corpi paralizzati e muti, c’è ancora un’anima  ibrida. La mia non è stata scalfita da questa infame malattia, ma per molti, purtroppo, non è così. Questa malattia ti toglie la speranza, il vero motore della vita.

Provate ad immaginare le vostre vite senza un futuro, senza giorni migliori, senza sogni, legati a un letto senza potervi muovere o parlare. E ora immaginate che la cura e la causa di tutto questo sia sconosciuta, a questo punto è davvero da biasimare chi sceglie la morte? Io stesso sono andato vicino a quella scelta, se non fosse stato per l’affetto incondizionato di mia sorella che mi ha ricordato che la vita è e resta meravigliosa.

Cosa possiamo fare per tutto questo? Aiutare la ricerca. E voi con la vostra presenza qui stasera, lo state già facendo. Ai sindaci cha hanno già aderito alla campagna a favore della ricerca contro la Sla, dico grazie di cuore. A chi non lo ha ancora fatto dico, cercate di farlo. Perchè tutti insieme possiamo non solo aiutare i ricercatori ma spingere le case farmaceutiche ad investire nella ricerca anche per le malattie rare, e non solo per la Sla. Grazie a tutti e buona serata”.

Al termine scatta un boato di applausi e condivisione da tutto il pubblico.

Dopo i saluti istituzionali di Alfonso Antoniozzi, assessore alla Capitale europea della Cultura, del presidente della Provincia Alessandro Romoli, e di Emma Ferrari responsabile Fondazione Serena Onlus centro clinico NeMo di Roma, Sergio Cammariere entra sul palco, si siede al pianoforte ed è subito magia con l’ascolto delle sue musiche più famose, tra le quali: “Dodici minuti di pioggia” “Valzer di chimare”, “Tempo perduto” fino a “Tutto quello che un uomo”. E tutti cantano con voce sommessa la canzone del cuore. Un vero grande successo da ricordare.