“Ritengo sia obbligo e dovere della Rappresentanza portare avanti le iniziative che possano migliorare il regime giuridico e sociale degli Operatori Volontari, permettendo al Servizio Civile di ottenere la rilevanza e il riconoscimento che la Costituzione gli attribuisce”- è con queste parole che
negli scorsi giorni Thomas Magliocca, ex delegato regionale del Lazio, ha proposto alla
Rappresentanza degli Operatori Volontari del Servizio Civile un disegno di legge di iniziativa popolare, che punti all’equiparazione sostanziale tra il Servizio Civile Universale e la Ferma Prefissata Militare.
Il giovane politico, eletto a dicembre 2024 nella Rappresentanza, si è fatto portavoce di una problematica che interessa tutto l’ambiente del Servizio Civile – “La Costituzione italiana, all’articolo 52, riconosce la difesa della Patria come dovere fondamentale di ogni cittadino. La Corte costituzionale, con numerose sentenze (tra cui la n. 228/2004), ha stabilito che il Servizio Civile rappresenta una forma di difesa della Patria alternativa e non subordinata al servizio militare. Nonostante questo principio di pari dignità, nella prassi legislativa ed amministrativa persistono disparità di trattamento tra i giovani che scelgono la ferma militare annuale nelle Forze Armate (VFI ex VFP1) e coloro che svolgono il Servizio Civile Universale (SCU)”
Secondo Magliocca, i giovani che scelgono il Servizio Civile si trovano di fronte a trattamenti economici, previdenziali, di tutele, di riconoscimento a fini concorsuali più stringenti e meno attrattivi rispetto a quelle di cui godono i volontari in Ferma Prefissata, il che creerebbe un pregiudizio nei confronti di chi sceglie il servizio non armato; da qui la necessità di un analisi critica della disciplina e di una proposta volta a migliorare il regime giuridico e d’impatto del Servizio Civile.
“La proposta potrebbe subire delle modifiche in corso d’opera, se la Rappresentanza lo riterrà opportuno, ma intanto potrebbe essere un buon punto di partenza per parlare della questione e immaginare prossimi sviluppi della materia. Mi riterrei soddisfatto se, in vista della XXV Assemblea nazionale dei rappresentanti regionali, che si terrà a Roma a fine febbraio, si presentasse la proposta e si avviasse la raccolta delle firme necessarie. Resto fiducioso” conclude Magliocca.
Attualmente, il Servizio Civile si articola su quattro tipologie (Universale, Agricolo, Digitale e Ambientale) e conta la partecipazione di 54.133 giovani a livello nazionale, di età compresa tra i 18 e i 28 anni; è inoltre possibile svolgere il Servizio Civile Regionale, lì dove le singole Regioni lo abbiano istituito. Il Lazio, con legge regionale 5/2017, ha istituito questo tipo di servizio, ma ad oggi non sono stati finanziati bandi.
RELAZIONE ILLUSTRATIVA – NORME PER L’EQUIPARAZIONE DEL SERVIZIO
CIVILE UNIVERSALE E DELLA FERMA MILITARE ANNUALE AI FINI ECONOMICI,
PREVIDENZIALI E DI RICONOSCIMENTO PUBBLICO
Premessa
La Costituzione italiana, all’articolo 52, riconosce la difesa della Patria come dovere fondamentale di ogni cittadino. La Corte costituzionale, con numerose sentenze (tra cui la n. 228/2004), ha stabilito
che il Servizio Civile rappresenta una forma di difesa della Patria alternativa e non subordinata al servizio militare. Nonostante questo principio di pari dignità, nella prassi legislativa ed amministrativa persistono disparità di trattamento tra i giovani che scelgono la ferma militare annuale nelle Forze Armate (VFI ex VFP1) e coloro che svolgono il Servizio Civile Universale (SCU). Quali sono le disparità attuali? Il primo evidente elemento è il trattamento economico: infatti i volontari nelle Forze Armate percepiscono uno stipendio (intorno a 900 – 1.170 euro mensili) con indennità accessorie, i volontari del Servizio Civile percepiscono, invece, un assegno mensile di circa 519 euro, non qualificato come stipendio. Oltre a ciò, cambia il sistema di versamento dei contributi, infatti mentre il servizio militare contribuisce a maturare diritti pensionistici pieni, il Servizio Civile prevede solo contributi figurativi, insufficienti a costruire una reale posizione previdenziale; inoltre, i VFI godono di riserve di posti e punteggi speciali non di poco conto nei concorsi pubblici:
Riserva del 30% dei posti nei concorsi per personale non dirigenziale presso la Pubblica Amministrazione;
Riserva del 20% dei posti nei concorsi per carriere iniziali nei corpi di polizia municipale e provinciale;
Riserva del 50% dei posti nei concorsi per personale non dirigenziale del Ministero della Difesa;
Riconoscimento di 6 punti per le graduatorie del personale ATA e 12 punti per i docenti nelle graduatorie GPS
Il Servizio Civile è valutato solo come titolo generico, con scarso impatto competitivo; infatti, è prevista solo una riserva del 15% nei concorsi per personale non dirigenziale presso le PA, oltre al riconoscimento di 6 punti nelle graduatorie ATA. Il servizio militare gode, tra l’altro, di coperture complete per rischi e infortuni, mentre il volontario civile ha una tutela limitata e spesso inadeguata
rispetto ai rischi concreti delle attività svolte.
Finalità della legge
La proposta di legge mira a superare queste disuguaglianze, realizzando in concreto la pari dignità riconosciuta dalla Costituzione. Infatti, la Corte costituzionale ha affermato che l’equiparazione ha come “[…] conseguenza che essi godono degli stessi diritti, anche ai fini previdenziali e amministrativi, dei cittadini che prestano il servizio militare di leva. Si conferma così, per la fase transitoria, la considerazione per cui il servizio civile, anche nella visione del legislatore, partecipa della medesima natura del servizio militare, quale prestazione equivalente a quest’ultimo e riconducibile alla stessa idea di difesa della Patria.” La Corte sta, dunque, chiarendo che l’equivalenza non è solo ideale o valoriale, ma comporta effetti giuridici reali. Per queste ragioni, gli
obiettivi principali di questa proposta sono:
1. Garantire equità economica e previdenziale, riconoscendo il servizio come periodo lavorativo a tutti gli effetti;
2. Rafforzare la valorizzazione sociale del Servizio Civile, rendendolo una scelta libera e non penalizzante rispetto alla carriera militare;
3. Fornire ai giovani volontari opportunità reali di inserimento lavorativo e di riconoscimento delle competenze acquisite
Attraverso questa iniziativa intendiamo rafforzare il senso di cittadinanza attiva e la solidarietà intergenerazionale nella società, garantire ai giovani maggiore libertà di scelta, senza condizionamenti economici, e permettere un miglioramento dell’efficacia dei servizi civili, grazie a un maggior riconoscimento degli stessi.
In conclusione, questa riforma vuole trasformare il Servizio Civile da esperienza percepita come “volontariato retribuito” a servizio di cittadinanza pienamente riconosciuto, ponendolo sullo stesso piano del servizio militare volontario. In questo modo, la Repubblica riconoscerà e valorizzerà tutte le forme di difesa della Patria, armate e non armate, come contributi essenziali al bene comune.




