Si aggrava sempre di più la situazione per gli ex operai della Maico

VITERBO- Riceviamo dalla Dopo un’estate calda per gli operai della  MAICO, che sono stati sbattuti sulle prime pagine di tutti i giornali locali e nazionali, a distanza di quattro mesi nessuna cosa è cambiata, anzi… Ad oggi più di 60 dipendenti si trovano in un limbo, dove per svariate cause e concause, sono senza stipendi e senza nessun tipo di ammortizzatore sociale.La Maico stando ai fatti, ha rescisso il contratto di affitto che la legava alla Edilgori Precompressi e non ha provveduto all’acquisizione dello stabilimento, sempre secondo la MAICO quindi, tutti i dipendenti dovevano rientrare alla Edilgori; il commissario della Edilgori però asserisce che i dipendenti rientreranno  solo e se il Giudice si sarà espresso in merito. Morale della favola?? I dipendenti non sanno più a quale azienda appartengono e quindi non possono fare nessuna azione legale né tantomeno attingere a nessun tipo di ammortizzatore sociale. Si aggiunga anche il fatto che non possono neanche inoltrare la domanda di intervento al fondo di garanzia dell’INPS per riprendere il loro sacrosanto TFR, lasciato alla Edilgori in concordato da circa tre anni, perché non hanno la sicurezza di essere rientrati in carico a quest’ultima.
Ora, non è che si vuole individuare il reale colpevole dell’accaduto, ma è doveroso sottolineare e ribadire che questi 60 operai ( quindi 60 famiglie ) sono arrivati alla soglia della sopportazione.
Il rimpallo che si sta verificando da qualche mese a questa parte tra i vari personaggi in gioco, ha dell’assurdo; non si può più accettare una situazione del genere e gli incontri che si sono susseguiti nelle varie sedi istituzionali non hanno prodotto nessun risultato concreto e soddisfacente.
Notizie dell’ultima ora danno per assodato il fatto che gli operai sono in cassa integrazione in deroga, niente di più sbagliato…..La cassa in deroga veniva autorizzata entro il 31/12/2016, per poi fruirla nel 2017; quindi non è applicabile in questa circostanza.
Se poi aggiungiamo la favola di qualcuno che va scrivendo sui giornali, che da circa due mesi l’ ABC di Orte ( Assistenza Beneficienza e Carità ) sta assistendo e sostenendo le 60 famiglie dei dipendenti MAICO, siamo arrivati veramente alla frutta.
Non lo troviamo assolutamente giusto fare sperequazione sulle persone in grave difficoltà economica, ma soprattutto chi dona non lo va a sventolare ai quattro venti!!!!
L’appello che come Filca Cisl Lazio Nord ci sentiamo in dovere fare è rivolto a chi ha in mano, a vario titolo, il futuro di questi dipendenti, nella speranza che si risolva nel più breve tempo possibile la spinosa vicenda”.

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