di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- La sera del 16 gennaio, vigilia della festa di sant’Antonio Abate, fra devozione cristiana e antiche tradizioni pagane, la tradizione vuole che si organizzano dei falò in ricordo della leggenda che vede coinvolto proprio il Santo.
Infatti, sant’Antonio esponente dell’ascetismo egiziano del III secolo d.C. si recò negli inferi, riuscendo a catturare una scintilla di fuoco da portare in dono all’umanità, perché costretta a vivere al buio e al freddo.
Un simbolo che vede il coinvolgimento di intere comunità sia nella preparazione della catasta di legna che nell’accensione del sacro fuoco.
Sono numerosi i paesi della provincia di Viterbo dove si rinnova questa tradizione.
Molti cittadini delle frazioni di La Quercia e Bagnaia si sono riuniti nelle rispettive piazze quella del Santuario e piazza XX Settembre per vivere l’accensione del “focarone”.
Presente la sindaca Chiara Frontini che ha ringraziato gli organizzatori e rivolto un saluto a tutti i presenti.
Con lei Mauro Rotelli, presidente Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati e il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente del consiglio comunale Marco Ciorba, la consigliera Purchiaroni Alessandra e gli assessori Katia Scardozzi ed Elena Angiari.
È Mara Zena, presidente del Comitato Querciaiolo a porgere un saluto ai presenti, prima di passare la parola alla sindaca e a don Massimiliano:” Quest’anno dedichiamo il sacro fuoco ad Angelo Rocchetti e “Lo Sceriffo” Mario Doviziani, che hanno sempre contribuito all’organizzazione della festa. Un saluto ad un gruppo di Monteromano presenti con il loro sindaco”.
A seguire Don Massimiliano: “Iniziamo questo momento così importante e benediciamo questo sacro fuoco, segno di purificazione, protezione, calore e vicinanza”.
Ecco l’accensione, le fiamme hanno preso vigore, sottolineate da un caloroso applauso, mentre la festa nella piazza si animava con brindisi e degustazioni di cibo della tradizione.
Subito dopo, il gruppo degli amministratori si è trasferito a Bagnaia dove il “Comitato sacro fuoco” composto da un nutrito numero di giovani attendevano per accendere il loro “focarone”.
I rintocchi dell’orologio hanno segnalato l’uscita del corteo composto da alcune confraternite, don Vittore, una delegazione dei Cavalieri di Malta e tutti i giovani del Comitato.
“Rinnoviamo questa tradizione, ha sottolineato la sindaca Frontini, e ringrazio di cuore tutti i ragazzi del Comitato che con vero amore vogliono proseguire le tradizioni”.
“Le strade ritornano a parlare, le mura ascoltano le nostre voci, la piazza diventa casa”.
Queste le prime parole di alcuni ragazzi che hanno portato i saluti dal Comitato ringraziando tutti i presenti. Si è unita a loro la vice presidente Manuela Alberti: “La nostra festa non morirà mai. Siamo circa 50 ragazzi che ci adoperiamo per organizzare questa festa e la vogliamo vivere con gioia e amore per il nostro borgo”.
Dopo la benedizione di don Vittore, l’accensione accompagnata da canti, cori ritmati e il brindisi che sancisce il successo dell’evento.
L’euforia dei “focaroli” ti avvolge, come le fiamme del sacro fuoco che in pochi minuti si sono sviluppate in tutta la loro grandezza.
La serata è proseguita con la musica dei gruppi Ebriccasorci, No Funny Stuff e Dario Rossi e le vari tipiche degustazioni.








































