Siccità, Nicola Zingaretti dichiara lo stato di calamità naturale

ROMA – Legge regionale 26 febbraio 2014 n. 2, art. 15 comma 2, dichiarazione dello “stato di calamità naturale” a causa della grave crisi idrica determinatasi per l’assenza di precipitazioni meteorologiche ed in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni;

il presidente della Regione Lazio:

VISTA la legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3;

VISTO lo Statuto della Regione Lazio;

VISTO il Decreto Legislativo 2 gennaio 2018 n.1, “Codice della Protezione Civile”;

VISTO il regolamento regionale 2002 n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni;

VISTA la legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 recante “Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo” e successive modifiche;

VISTO il d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, e successive modificazioni ed integrazioni, recante “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59”;

VISTA la legge regionale 26 febbraio 2014, n. 2, recante “Sistema integrato regionale di Protezione Civile. Istituzione dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile”;

CONSIDERATO in particolare, che ai sensi dell’art. 15,  commi 2 e 4, della suindicata legge regionale n. 2/2014, il Presidente della Regione, al verificarsi di un evento calamitoso di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), decreta lo stato di calamità regionale, nonché la richiesta di riconoscimento dello “stato di emergenza” alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, ai sensi e per gli effetti dell’art. 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, al fine di richiedere interventi, sostegni e risorse straordinarie  dello Stato;

PRESO ATTO che sul territorio regionale si riscontra una diffusa e generalizzata criticità connessa alla scarsità di risorsa idrica dovuta alla mancanza di piogge autunnali aggravatasi eccezionalmente nei primi mesi dell’anno;

VISTA, in particolare, la richiesta avanzata da ACEA ATO2 Spa con nota prot. 180422/22 del 10/03/2022, acquisita al prot. reg. n. 245990 dell’11/03/2022, successivamente reiterata con nota prot. 301124/22 del 11/05/2022, acquisita al prot. reg. n. 462648 dell’11/05/2022, di una maggiore derivazione di acqua temporanea dalle sorgenti del Pertuso nella quantità di l/sec. 150,00 per l’approvvigionamento idrico dei Comuni serviti dall’acquedotto del Simbrivio e della Doganella, a causa del grave deficit pluviometrico e nevoso occorso nello scorso periodo invernale e primaverile, addirittura peggiore di quello che si è verificato in occasione dell’anno 2017;

DATO ATTO che nel corso dell’ultimo incontro del 21 giugno 2022 dell’Osservatorio Permanente Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale, è stata rappresentato, sulla base di apposite elaborazioni scientifiche effettuate da IRSA-CNR, un ulteriore peggioramento delle condizioni pluviometriche e di conseguenza delle disponibilità idriche rispetto ai dati, già molto critici, emersi nel corso dell’osservatorio del 19/05 u.s., che determinano una rilevante condizione di siccità su buona parte del territorio del distretto, ed in particolare della Regione Lazio;

ATTESO che, soprattutto con riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di previsione e prevenzione, si impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente finalizzate a scongiurare l’interruzione o restrizioni all’erogazione del servizio idrico;

RILEVATO che, il deficit idrico registrato, evidentemente non sostenibile dalla cittadinanza dei numerosi comuni interessati, ha indotto l’Acea Ato2 a presentare una specifica richiesta di aumento temporaneo, della portata derivata dalla sorgente del Pertuso di 150 l/s. Tale richiesta è atta a compensare la riduzione di apporto idrico delle altre sorgenti Vallepietra e Ceraso che alimentano l’acquedotto del Simbrivio, al fine di evitare di ricorrere alla turnazione della distribuzione idrica in n. 14 Comuni dell’area Sud-Est di Roma, per una popolazione coinvolta di ca. 180.000 abitanti;

 

DATO ATTO che, come emerso nella citata riunione dell’Osservatorio Permanente Utilizzi Idrici dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino centrale, il contesto di criticità connesso alla risorsa idropotabile investe tutti gli ATO della Regione Lazio, nonostante a far data dall’anno 2017 siano stati effettuati numerosi interventi sulle reti di distribuzione, che hanno significativamente ridotto la dispersione della risorsa idropotabile;

CONSIDERATO in particolare, che si devono necessariamente considerare le imprescindibili esigenze della popolazione e la derivante necessità di tutelare la salute pubblica, nonché un adeguato approvvigionamento idrico, da cui dipende anche il corretto funzionamento di infrastrutture pubbliche e private di primaria necessità quali, a titolo puramente esemplificativo e non esaustivo, Ospedali, Cliniche, Servizi di Pronto Soccorso, Case di Cura, Ospizi “et similia”;

RILEVATO che il territorio regionale, oggettivamente, è stato interessato da una drastica scarsità di precipitazioni pluviometriche che ha determinato una considerevole riduzione delle precipitazioni rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti;

EVIDENZIATO, in particolare, che i dati pluviometrici ed idraulici attuali coincidono con quelli che, nell’anno 2017, hanno determinato una grave crisi idrica che ha indotto il Consiglio dei Ministri, con delibera del 7 agosto 2017, a dichiarare lo stato di emergenza nazionale anche sul territorio della Regione Lazio, con conseguente, concreta, possibilità che si ripetano le medesime conseguenze già registrate;

CONSIDERATO che nell’anno 2017 gli ATO hanno dovuto garantire servizi sostitutivi dei fornitura della risorsa idropotabile mediante autobotti, con un onere finanziario complessivo di oltre 4,5 milioni di euro;

RITENUTO necessario ed indispensabile procedere all’adozione di interventi immediati, urgenti e straordinari, a sostegno della popolazione e delle attività colpite e danneggiate dalla crisi idrica in argomento, anche e soprattutto al fine di prevenire rischi per la salute pubblica dovuti alla carenza di approvvigionamento idrico;

RITENUTO, altresì, in considerazione della coincidenza degli attuali dati tecnico-previsionali con quelli della grave crisi idrica del 2017, di dover richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile la dichiarazione dello stato di emergenza ai sensi dell’art. 24 comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, al fine di ottenere gli strumenti normativi e finanziari per fronteggiare le attuali e potenziali conseguenze del fenomeno sopra descritto;

D E C R E T A

per quanto esposto nelle premesse, che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, di:

  1. proclamare, ai sensi della l.r. 26 febbraio 2014, n. 2 art. 15, comma 2, lo “stato di calamità naturale” per l’intero territorio della Regione Lazio e fino alla data del 30/11/2022 a causa della grave crisi idrica determinatasi per l’assenza di precipitazioni meteorologiche ed in conseguenza della generalizzata difficoltà di approvvigionamento idrico da parte dei Comuni;
  2. di prendere atto, in relazione agli eventi sopra indicati, che per la gestione dell’emergenza idrica e per il sostegno alle popolazioni e alle attività produttive sono indispensabili misure di natura straordinaria ed emergenziale;
  3. di richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, di valutare la dichiarazione dello “stato di emergenza”, ai sensi dell’articolo 24, comma 1, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, sulla base della evoluzione degli scenari di severità idrica in corso, provvedendo alla successiva trasmissione dei dati e del quadro dei fabbisogni per la verifica della sussistenza dei requisiti e dei presupposti al fine di fronteggiare adeguatamente la situazione emergenziale.

 Il presente decreto è trasmesso alla Giunta ed al Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 15, comma 2 della L.R.  26 febbraio 2014, n. 2. Il presente decreto sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e contestualmente trasmesso a tutti gli Enti locali interessati dal presente atto.  Avverso il presente decreto è ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al Tribunale Amministrativo del Lazio nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla comunicazione, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro il termine di giorni 120 (centoventi).                                                                             

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