di REDAZIONE-
VITERBO- Continua a peggiorare il quadro della sicurezza sul lavoro nel Lazio. Secondo gli ultimi dati Inail, elaborati dalla Cgil, nei primi cinque mesi del 2026 le denunce di infortunio nella regione hanno raggiunto quota 19.507, con un incremento dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato ben superiore alla media nazionale, ferma al +5,5%, che conferma una tendenza negativa ormai consolidata.
Particolarmente allarmante è la situazione della provincia di Viterbo, che fa registrare il maggiore aumento percentuale dell’intero Lazio. Le denunce sono infatti passate da 779 a 889, con una crescita del 14%, superiore anche a quella della provincia di Roma, dove l’incremento è stato del 9,4%. Nonostante ciò, il territorio romano continua a concentrare oltre l’80% degli infortuni denunciati nella regione, con più di 15.500 casi nei primi cinque mesi dell’anno.
L’analisi evidenzia che gli incidenti avvenuti durante l’attività lavorativa sono aumentati del 10,2% nel Lazio, oltre il doppio rispetto alla media nazionale (+4,7%). Anche il mese di maggio conferma il trend in crescita, con un aumento delle denunce del 4% rispetto allo stesso mese del 2025.
L’incremento interessa tutte le categorie di lavoratori, ma risulta più marcato tra le donne, per le quali gli infortuni sono aumentati dell’11,5%, contro il 7% registrato tra gli uomini. In crescita anche gli incidenti che coinvolgono i lavoratori più giovani e quelli prossimi alla pensione, con un aumento particolarmente significativo nella fascia d’età compresa tra i 65 e i 69 anni.
Tra i comparti produttivi maggiormente interessati figurano l’estrazione di minerali, le attività artistiche e sportive, l’agricoltura, la pubblica amministrazione e il settore sanitario.
Resta invariato, invece, il numero delle denunce di infortuni mortali: nei primi cinque mesi del 2026 sono stati registrati 29 decessi sul lavoro nel Lazio, lo stesso dato dell’anno precedente. Di questi, 22 si sono verificati nella provincia di Roma.
La Cgil sottolinea come i numeri disponibili rappresentino solo una parte del fenomeno, poiché molti incidenti non vengono denunciati. Per il sindacato è quindi necessario rafforzare le attività di prevenzione e i controlli ispettivi, soprattutto in un periodo caratterizzato dalle elevate temperature estive, che aumentano ulteriormente i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.








