ROMA – Riceviamo e pubblichiamo: “È stata recentemente pubblicata, su un noto blog tecnico, una scheda di lavoro interna del Centro Unico Stipendiale Interforze, che individuava per gli addetti ai lavori i criteri per il conteggio delle giornate utili per l’attribuzione del FESI, il Fondo per l’Efficienza dei Servizi Istituzionali. Il contenuto di tale scheda ha fatto imbufalire non poche persone, al punto che una delle sigle sindacali che ha firmato quest’ulteriore accordo, evidentemente al ribasso, ha immediatamente inviato un proprio comunicato, dai lineamenti assolutamente poco chiari e che getta ulteriori ombre su aspetti assolutamente importanti.
Secondo l’analisi del S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, infatti, da tale circolare emergono immediatamente le seguenti criticità:
– rispetto allo scorso decreto, riguardante l’anno 2024, la licenza ordinaria, i permessi per il godimento della legge 104 e le festività soppresse non debbono più essere conteggiati nel calcolo delle giornate utili del F.E.S.I.. Questo nuovo criterio, oltre a smentire un’altra autorevole sigla sindacale rappresentativa che così commentava in un blog specialistico della difesa, costituisce un precedente pericoloso, che va a penalizzare economicamente i fruitori dei benefici della legge 104. Sembrerebbe, questo, essere il primo passo verso l’ipotetica tanto annunciata compressione di alcuni diritti costituzionalmente riconosciuti;
– non vi è nessun riferimento ad alcun dato economico che possa far sviluppare previsioni economiche. Anzi, si prefigura che, in presenza di carenze di risorse, parte del F.E.S.I. possa addirittura essere retribuito nel 2026;
– sembrerebbe, poi, che le grandi battaglie condotte da parte di questi personaggi si siano concentrate sul riconoscimento, come periodo utile per maturare il FESI, del distacco sindacale, a loro tanto caro:
– un attento esame meritano le maggiorazioni che esamineremo in un successivo post, all’uopo dedicato.
Alla luce di quanto emerso, anche a seguito di un confronto interno con tutti i nostri iscritti, il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, chiederà al Ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore della Difesa un nuovo incontro, teso ad avere maggiori certezze e assicurare la tempestività nei pagamenti, in maniera strutturata. Inoltre, appare illogica la definizione di criteri differenti di anno in anno, così come dovrebbe essere già previsto il pagamento entro il mese di luglio, con annessa equiparazione degli importi retribuiti con quelli delle forze di polizia e, vista l’indeterminatezza dei “nuovi” parametri, si auspica, nell’ottica della massima trasparenza per i singoli militari, nella comunicazione delle giornate considerate utili ai fini del pagamento.
NON PIÙ OSTAGGI DI CHI ACCETTA, PER PREGRESSE E CONSOLIDATE ABITUDINI DECENNALI, I SOLITI COMPROMESSI AL RIBASSO. DIAMO VOCE A CHI SOSTIENE E TUTELA REALMENTE I LEGITTIMI INTERESSI DEL PERSONALE IN ARMI!!!
Cogito Ergo S.U.M”.
SCEGLI. SCEGLI BENE. SCEGLI IL S.U.M.








