Università Unimarconi

Sinistra italiana federazione di Viterbo: “Necessario vigilare per i diritti dei lavoratori e lo sviluppo di un’economia agricola sana”

VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo: “In occasione della giornata mondiale del rifugiato è doloroso registrare che solo due giorni fa altri morti nelle acque del mediterraneo si sono aggiunti al lungo elenco di annegati molti dei anonimi e dimenticati per sempre. Tra questi ancora una volta tanti bambini travolti dalle onde insieme alle loro madri.

Il 19 giugno è morto Satnam Singh a Latina dopo un tragico incidente sul lavoro che si è tradotto in una vera e propria azione criminale da parte del padrone che oltre a non aver mai regolarizzato il contratto di lavoro e a non aver garantito le giuste misure di sicurezza sul lavoro ha pensato bene di caricare il corpo moribondo del lavoratore con il suo braccio staccato dentro una cassetta della frutta e abbandonarlo davanti casa invece che portarlo d’urgenza in ospedale. Non è stato solo un incidente sul lavoro, è stato un crimine perpetrato da uno dei tanti padroni senza scrupoli che antepongono il loro sporco profitto, non solo ai diritti minimi del lavoro ma alla stessa vita umana dei lavoratori. Si tratta di comportamenti che passano dalla irregolarità contrattuale, alla illegalità più grave fino allo sfruttamento estremo, ad una forma di vero e proprio para schiavismo che in casi come questo mette in gioco la vita stessa delle persone.

In questo tipo di comportamento che passa dal mancato rispetto delle norme dei contratti nazionali e delle leggi sul lavoro alla mancanza di rispetto per la dignità degli esseri umani c’è una forte componente ideologica di razzismo che considera gli stranieri, rifugiati e profughi come sub umani da spremere senza limite.

Consapevoli che a fronte di questi comportamenti di una minoranza che non ha nulla a che vedere con la responsabilità sociale delle imprese abbiamo migliaia di imprenditori agricoli tartassati dai vincoli imposti dalle multinazionali che gestiscono il monopolio delle sementi e dei fitofarmaci, dalla grande distribuzione che spesso impone regole e prezzi al limite del fallimento delle imprese e la stessa politica europea per l’agricoltura che continua a privilegiare solo le grandi aziende industrializzate penalizzando la piccola impresa contadina che rappresenta la spina dorsale dell’agricoltura italiana dal punto di vista del lavoro abbiamo una irregolarità diffusa che passa da un grigio chiaro al nero fino allo sfruttamento estremo.

Secondo l’Osservatorio Placido Rizzotto sono oltre 300.000 i lavoratori agricoli che non vedono garantite tutte le tutele contrattuali, di questi circa 100.000 sono a rischio di grave sfruttamento.

Dai ripetuti dati forniti dall’Ispettorato del lavoro emerge che circa la metà delle aziende ispezionate presenta delle irregolarità di varia gravità in tema di diritti e sicurezza.

Il Viterbese non è l’Agro pontino, ma è comunque un territorio con una forte vocazione agricola che vede impegnate circa 11.000 aziende grandi, medie e piccole all’interno delle quali non sono mancati casi di grave sfruttamento con cause in corso e commissariamento delle aziende. Una situazione da monitorare attentamente per aiutare a crescere un’agricoltura sana che si distingua sia per la qualità del prodotto che per il rispetto dei diritti dei lavoratori”.

Valeria Bruccola, AlleanzaVerdiSinistra (AVS)-Segretaria Provinciale di Sinistra Italiana

Print Friendly, PDF & Email
Condividi con:
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE