Smantellata truffa su acquisti on line

Smantellata dal commissariato di Tarquinia, in concorso con la Squadra Mobile di Caltanissetta, un’organizzazione criminale dedita alle truffe informatiche. In particolare nel mese di ottobre scorso personale della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Tarquinia avviava una complessa attività investigativa per il rintraccio dei responsabili di truffe informatiche, perpetrate nei precedenti ai danni di cittadini della provincia di Cagliari e Viterbo. I truffatori, giovani siciliani operanti a Caltanissetta da dove diramavano

la loro attività in tutta Italia, reperivano da alcuni siti internet i codici e le generalità dei titolari di carte ricaricabili cosiddette “dormienti”, cioè non utilizzate in maniera continuativa. Attraverso questi codici effettuavano, poi, compravendite in nome e per conto degli ignari titolari delle carte. In altri casi invece immettevano annunci di vendita di oggetti di largo consumo, quali telefoni cellulari e consolle su siti internet preposti alla vendita on-line, onde poter attirare fra le proprie maglie ignari compratori allettati dai prezzi accessibili dei beni, per poi scomparire all’atto del versamento delle cifre pattuite: cifre a loro versate carte debito on-line create “ad hoc” per farne perdere le tracce. L’attività criminale posta in essere dagli scaltri truffatori si estrinsecava, inoltre, nell’attivazione di utenze telefoniche gestite da compagnie private anch’esse on-line e disattivate non appena le truffe andavano a buon fine. L’incessante lavoro investigativo della Squadra di Polizia Giudiziari del Commissariato di Tarquinia e della Squadra Mobile di Caltanissetta ha consentito di cogliere con le mani nel sacco gli autori delle truffe i quali avevano reinvestito i proventi delle attività illecite al fine di acquistare attrezzature e macchinari per allestire una grossa palestra che è è stata poi sequestrata ai fini della confisca. I truffatori sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Sono in corso ulteriori indagini per giungere alla conclusione di quella che appare sempre più una grande truffa alla buona fede di ignari compratori on-line.

   

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