di REDAZIONE-
VITERBO- Il Lazio si conferma la seconda regione italiana per numero di società benefit, imprese che affiancano alla ricerca del profitto obiettivi di impatto sociale, ambientale e di buona governance. Un risultato trainato in larga parte da Roma, ma che vede anche Viterbo emergere come realtà significativa, posizionandosi al terzo posto a livello regionale, subito dopo Latina.
A certificarlo è l’ultima ricerca nazionale sulle società benefit, realizzata da Nativa in collaborazione con il research department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di Commercio Brindisi-Taranto e Assobenefit. Secondo lo studio, nel Lazio operano complessivamente 625 società benefit, pari a quasi il 12% del totale nazionale.
Il contributo della Capitale resta dominante, con 579 imprese attive, ma il dato delle altre province segnala una diffusione progressiva di questo modello imprenditoriale anche nei territori meno centrali. Latina conta 17 società benefit, mentre Viterbo ne registra 13, distinguendosi nettamente rispetto alle altre province laziali.
A livello nazionale, il fenomeno è in costante crescita, con la Lombardia che si conferma regione leader con circa 1.500 società benefit. Lo studio sottolinea inoltre il ruolo sempre più rilevante di queste imprese nel sistema economico del Paese: una su cinque investe oltre il 5% del proprio fatturato in progetti a finalità sociali e ambientali, una percentuale nettamente superiore rispetto alle aziende tradizionali.
Le finalità sociali rappresentano la quota principale degli obiettivi perseguiti dalle società benefit (55%), seguite da quelle ambientali (29%) e da interventi sulla governance (16%). Più della metà delle imprese ha inoltre integrato almeno una finalità “materiale”, strettamente legata alle priorità del settore in cui opera, confermando una visione dell’impresa sempre più orientata alla responsabilità e alla sostenibilità.








