Sogni e strane utopie in una notte insonne di metà dicembre

Le quattro di notte, metà dicembre. Strane idee si rincorrono e chiedono attenzione nella mia mente. Siamo davvero spiriti immortali? Qualche ora fa mi sono imbattuto nel pensiero dei fautori del nuovo paradigma economico, quelli del “One People’s Public Trust”. Così, a prima vista, sembrano i nuovi frikkettoni, un po’ di grillismo, un po’ di Assange, tanto amore, idee e sogni. Utopie? Mah… a seguire il loro ragionamento non sembrano affatto pazzi. Forse i pazzi sono, siamo, tutti gli altri.

nelson-mandelaPerché quando diamo credito ad una persona, la ascoltiamo per tanto tempo, ci affidiamo a lei è come se… è quasi come se una parte di noi “diventasse” quella persona.

Questa assonanza, simbiosi, vicinanza, chiamatela come volete, c’era già prima, o meglio è la ragione stessa per cui ci siamo ritrovati a scegliere quella persona, oppure è stata, per così dire, generata dal nostro stesso avvicinarci?

Credo che ogni conflitto, dal più piccolo litigio alle guerre che devastano il Pianeta e annullano l’uomo, derivino da un unico principio: il fatto che ognuno di noi ha la propria visione del mondo e crede, è intimamente persuaso e convinto, che se tutti gli altri condividessero la stessa visione si starebbe tutti meglio, sarebbe un bene per tutti. Ovviamente è superfluo notare che le cose non stanno così. E che solo l’accettazione dell’altro – un’accettazione reale – dell’altrui pensiero, dell’altrui presenza, dell’altrui “profumo”, dell’altrui essenza può portare noi tutti a vivere in modo più pacifico e fruttuoso il tempo che ci viene concesso.

Da pochi giorni la Terra ha perso una delle sue guide spirituali, uno dei suoi migliori figli, un Giusto, Nelson Mandela. Colui che ha sconfitto l’apartheid dando l’illusione di esserne stato sconfitto. Subendo il carcere e decidendo consapevolmente di perseguire una strategia di lotta non violenta. Spegnendo nelle migliaia, milioni, chissà, miliardi, di persone la miccia accesa nei loro cuori dall’anelito di un mondo più giusto.

   

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