Università Unimarconi

Soldi in cambio di un finto domicilio in città, sei denunce

VITERBO – Lunedì scorso personale, il personale della polizia di stato della squadra mobile della questura di Viterbo ha denunciato un 51enne di nazionalità egiziana, residente nel capoluogo, per aver stipulato false cessioni di fabbricato con quattro suoi connazionali e un cittadino pakistano, al fine di favorire illegalmente la permanenza di questi sul territorio dello stato.

Infatti, poco prima delle scorse festività natalizie, gli operatori dell’ufficio immigrazione della questura di Viterbo si accorgevano di una strana concomitanza di più domande di permesso di soggiorno presentate da quattro egiziani e un pakistano, tutte presso la medesima abitazione – nel centro storico di Viterbo – dell’uomo denunciato.

I successivi accertamenti svolti dagli agenti della squadra mobile hanno permesso di verificare che nello stesso bilocale dell’unico residente ufficiale, l’egiziano indagato, avevano dichiarato domicilio gli altri cinque stranieri, anche questi tutti denunciati.

È al vaglio degli inquirenti la posizione di almeno altri venti falsi inquilini, tutti formalmente domiciliati presso la medesima abitazione dell’uomo che, in base a quanto emerge dall’indagine coordinata dalla procura della repubblica presso il tribunale di Viterbo avrebbe consentito l’ospitalità, solo formale, ad altri cittadini extracomunitari, previo compenso di circa 300 euro”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

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