“Cpia, servono e risorse aggiuntive altrimenti tutto il peso di possibili percorsi sperimentali ricadrà sull’organico esistente, aumentando i carichi di lavoro per i docenti”.
A dichiararlo è la segretaria generale della Uil scuola di Viterbo Silvia Somigli.
I Cpia sono i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti del ministero del ministero dell’Istruzione. A Viterbo il Cpia Giuseppe Foti ha 2350 iscritti di cui 900 nella città dei Papi. Cpia Foti che sedi anche a Civita Castellana, Civitavecchia, Ladispoli, Fiumicino e negli istituti penitenziari di Viterbo e Civitavecchia. Gli iscritti provengono da tutti i continenti.
Lo scorso anno il Cpia Foti ha inoltre registrato il più numero alto di iscritti dal 2015, anno della sua fondazione, così come quello degli studenti, 700, che hanno completato i percorsi previsti.
“Non solo – prosegue Somigli -, ma manca anche un quadro orario definito, elemento imprescindibile per una pianificazione seria”.
All’inizio di agosto si è svolta presso il ministero dell’Istruzione l’informativa sull’avviso relativo all’attivazione diretta, da parte dei Cpia, dei percorsi sperimentali di istruzione tecnica e al potenziamento della fruizione a distanza (Fad) a partire dall’anno scolastico 2026/27.
“C’è inoltre il rischio – sottolinea Somigli – che la Fad asincrona degeneri in modelli da università telematiche, riducendo il valore dell’insegnamento in presenza”.
Nel corso dell’incontro al ministero sono state poi illustrate le modalità di adesione dei Cpia alla sperimentazione, condizionata alla preventiva partecipazione alla filiera formativa tecnologico-professionale per l’anno scolastico 2025/26. La tempistica di attuazione resta ancora indefinita.
“Secondo quanto riferito – spiega Somigli – i Cpia dovranno garantire il conseguimento delle competenze e degli obiettivi previsti per il profilo in uscita, nel rispetto delle disposizioni su titoli di studio ed esame di stato; attivare relazioni stabili con imprese e realtà produttive del territorio tramite accordi di partenariato, per coprogettare l’offerta formativa, avviare eventuali Pcto e stipulare contratti di apprendistato; operare infine nel rispetto delle risorse professionali disponibili, senza alcun incremento di organico”.
Per quanto riguarda il potenziamento della formazione a distanza, i percorsi saranno erogati in modalità blended, con attività in presenza, online sincrone e asincrone, secondo linee guida ancora da emanare.
L’articolazione del percorso dovrà tener conto del monte ore del periodo didattico e prevedere un bilanciamento coerente tra le diverse modalità, anche in relazione alla valutazione in ingresso e all’attribuzione dei crediti.
L’articolazione del percorso dovrà tener conto del monte ore del periodo didattico e prevedere un bilanciamento coerente tra le diverse modalità, anche in relazione alla valutazione in ingresso e all’attribuzione dei crediti.
“La Uil scuola – continua Somigli – ha accolto positivamente l’attenzione posta sulla formazione degli adulti, in particolare sull’ampliamento dell’offerta di II livello, così come il riferimento alla didattica a distanza. Tuttavia, la mancanza totale di risorse e investimenti rischia di vanificare ogni obiettivo dichiarato. Netta invece la contrarietà alla scelta di subordinare la sperimentazione unicamente all’adesione alla filiera tecnologico-professionale, escludendo i Cpia non coinvolti”.
“Al contrario – conclude Somigli -, riteniamo necessario ancorare tali percorsi ai quinquennali ordinamentali, fondati su organici consolidati e stabili. La filiera, più volte denunciato anche in audizioni parlamentari prevede l’ingresso di figure esterne provenienti dalle aziende, con tutte le criticità che questo comporta per la qualità e la continuità didattica”.








