Soriano Bene Comune, intervista al candidato Sante Alibrandi

di DIEGO GALLI –

SORIANO – Classe 1962, nato a Soriano nel Cimino e con varie esperienze amministrative alle spalle, tra le quali anche quella come assessore. Sante Alibrandi è il candidato sindaco di Soriano Bene Comune, lista che si è subito contraddistinta per la sua capacità comunicativa, molto social e innovativa: un vera ventata di aria fresca per la Tuscia, che si prepara alle amministrative di ottobre.

Per scoprirne di più su di lui e sulla squadra che lo accompagnerà nella sfida elettorale, abbiamo deciso di intervistarlo, recandoci nel bel borgo medievale dominato dal castello Orsini.

Il candidato Sante Alibrandi

Sante Alibrandi, quando ha scelto di candidarsi come sindaco di Soriano nel Cimino?

Il nostro lavoro, come lista, è cominciato da più di un anno. La mia riserva come candidato sindaco, infatti, è stata sciolta da luglio 2020.

Soriano Bene Comune è una lista legata a qualche partito in particolare?

Nei passati mesi ho lavorato per ricompattare i partiti di centrosinistra, ma anche se la nostra lista è supportata ufficialmente da PD, Leu e Rifondazione, è anche una lista civica, che guarda all’obiettivo comune e a riportare il cittadino al centro della politica locale. Questo “civismo” è rappresentato anche dal fatto che non ho dovuto chiedere a nessuno dei miei candidati a quale partito facesse riferimento. Solo tre di loro sono tesserati. L’unico mio interesse, è che avessero davvero la volontà di mettersi a servizio delle esigenze dei nostri concittadini.

Come ha scelto i componenti della sua squadra?

Li ho scelti guardando innanzi tutto alle loro capacità professionali, alle loro competenze e al loro vissuto. Questo mi ha permesso di mettere insieme un gruppo di persone in grado di ricoprire tutti i ruoli e di occuparsi di tutte quelle materie d’interesse del Comune. Queste loro qualità sono già state dimostrare durante questa la campagna elettorale.

Una campagna elettorale diversa dalle altre.

Sì, ci siamo dati da fare per distinguerci. Abbiamo presentato progetti e approfondimenti sui vari temi in questione. Qualcuno ci ha anche denigrato, affermando che si tratta solo “di disegni”. Io, da parte mia, vedo invece un progetto, qualcosa che vogliamo realizzare e lo faremo sfruttando le nostre competenze per trovare le risorse necessarie. Non dimentichiamoci che parte di queste saranno rappresentate dal Recovery Fund.

I candidati di Soriano Bene Comune

Anche la comunicazione è un tassello particolarmente attivo della vostra lista.

Per comunicare al meglio, soprattutto via social e digitalmente, abbiamo scelto di affidarci a dei professionisti del settore, Webnovo Digital Marketing. Grazie a loro abbiamo potuto optare per una comunicazione chiara, veloce e in grado anche di attrarre i giovani elettori, una componente fondamentale del nostro elettorato.

Parliamo dei progetti che avete in mente per Soriano. Può descrivercene qualcuno?

Nel nostro programma non si parla solo di opere pubbliche. Largo spazio è dato alla questione dei Servizi sociali, dato che da 10 anni a questa parte non sono cresciuti affatto. Non sono stati introdotti servizi innovativi alle famiglie del territorio sorianese come, per esempio, il registro per gli assistenti famigliari, il taxi sociale, o anche un servizio di pasti a domicilio per persone in un momentaneo stato di disabilità. Per migliorare – come dice sempre uno dei nostri candidati – non c’è bisogno di prendere come riferimento la Svezia o la Danimarca. Dobbiamo solo guardaci attorno, prendere ispirazione da paesi che a volte si trovano a poca distanza da noi, come in Umbria e in Toscana.

Un momento dell’intervista, a dx il candidato Sante Alibrandi. Sullo sfondo, alcuni dei progetti presentati dalla lista

Oltre al Sociale? Quali altri temi sono le colonne portanti del vostro programma?

Di sicuro, la rinascita del nostro paese. Non se parla molto, ma è una questione importante e che deve essere trattata: Soriano nel Cimino, come molti altri paesi della Tuscia, è in continua regressione demografica. Da ormai 10 anni la crescita si è interrotta e da quasi 9000 abitanti, oggi rischiamo da un momento all’altro di esserne meno di 8000. È un dato di fatto, imprescindibile, che non voglio imputare all’attuale maggioranza, ma il fatto di non avere mai parlato adeguatamente di questo problema e di come affrontarlo, è stata sicuramente una mancata responsabilità. Per questo, tra i nostri obiettivi, c’è anche quello di rivalutare e rendere più attraente Soriano. È indubbio che l’emergenza sanitaria ci ha ostacolato, ma è anche vero che in questo periodo molte persone hanno riscoperto i vantaggi di vivere in un borgo e di lavorare, attraverso lo smartworking, senza doversi trasferire altrove. Inoltre, vogliamo anche realizzare dei punti di aggregazione, attualmente mancanti sul territorio comunale, che ci aiuteranno a riattivare le connessioni sociali tra i cittadini di tutte le età. Anche a livello di impiantistica sportiva ci sarebbe molto da fare: siamo indietro e il terreno deve essere recuperato.

Il centro di Soriano, e tutte le sue bellezze, come il castello Orsini, sono difficilmente raggiungibili. Avete pensato a come risolvere anche questa situazione?

Certamente. Tra i punti focali del nostro programma c’è anche quello della Mobilità sostenibile. Abbiamo anche pensato a nuovi parcheggi da poter realizzare – l’ultimo è stato inaugurato oltre 10 anni fa – con relativi impianti di salita meccanici, così da rendere più facilmente accessibile il centro del paese, in particolare il castello, che dopo molti anni è tornato in gestione al Comune. Ecco, portare fin lì le persone e poi permettergli di riscendere e scoprire le piazze e le vie di Soriano è tra i nostri obiettivi.

Il simbolo della lista

Avete già idea di come gestire i fondi del Recovery Fund, come anche gli altri moltissimi finanziamenti messi a disposizione dalla UE grazie ai Progetti europei?

Assolutamente. È nostra intenzione affidare a uno dei nostri candidati un’apposita delega. Abbiamo già perso, come paese, molte, troppe possibilità, come quella dei PSR (Programma di Sviluppo Rurale, ndr). Non possiamo più permetterci questo tipo di errori.

Parliamo dell’attuale amministrazione comunale. Cosa non è stato fatto dalla giunta Menicacci? Quali sono state, a suo parere, le occasioni perse più eclatanti?

In realtà, quello che mi chiedo io è: cosa è stato fatto da questa amministrazione? Per 10 anni ci hanno raccontato della crescita di Soriano. Io questa crescita non la vedo e non mi sovviene nessuna opera pubblica. Guardiamo, per esempio, alla pedonalizzazione? Abbiamo zone di Soriano dove per i pedoni, fare una passeggiata vuol dire fare lo slalom tra le auto, con il rischio di essere investiti poiché non vi sono abbastanza marciapiedi. Su questo particolare fronte, voglio sottolineare il fatto che il Comune, ogni anno accosta circa 500-600mila euro di fondi derivanti dalle multe effettuate. Il 50% di questo denaro dovrebbe essere, per legge, destinato a tematiche come la sicurezza stradale… in 10 anni cosa è stato fatto con questo accantonamento di soldi? Allo stesso modo, mi chiedo sul fronte dei Servizi sociali cosa sia stato fatto.

Quali sono le parole chiave che contraddistinguono la lista Bene Comune?

La prima è riportata proprio nel nome che abbiamo scelto: “Bene Comune”. Le altre, a mio giudizio, sono sicuramente “responsabilità” e “umiltà”. Dobbiamo scacciare l’egoismo e l’egocentrismo per metterci a disposizione del nostro paese e dei nostri concittadini, relativamente alle nostre capacità. Due, invece, sono gli strumenti che vuole utilizzare la nostra lista: i Patti di collaborazione, per permettere ai cittadini di entrare a far parte della gestione del bene comune, e il Bilancio sociale. Quest’ultimo, non più uno strumento prettamente tecnico, ma qualcosa di leggibile e trasparente, così che chiunque possa bene comprendere come venga risparmiato e investito ogni euro.

Ha parlato di “umiltà” … è forse una frecciatina all’attuale amministrazione?

Ammetto che è così. È indubbio che ora come ora ci sia molto ego. Nel loro progetto si parlava di “Rinascimento sorianese”, di “Cittadini al centro” … oggi non vedo né rinascite, né particolare trasparenza e coinvolgimento dei cittadini nelle vicende comunali. Faccio un esempio: in questi giorni c’è una delibera di giunta sulla mozione relativa alla questione afghano. Beh, questa mozione è inaccessibile da parte dei cittadini, che non possono sapere quale sia la posizione presa dal proprio Comune. Anche il fatto che gli attuali consigli comunali sono tuttora inaccessibili via streaming da parte delle persone, ci fa riflettere. Altri slogan, come “La città-giardino”, sono rimasti irrealizzati.

Cosa vorrebbe per Soriano? Se avesse un desiderio da esprimere, cosa desidererebbe per il paese e per i suoi cittadini?

Vorrei solo un paese più coeso e sociale, ma anche una valorizzazione maggiore dei beni ambientali e monumentali di Soriano. La coesione ci permetterebbe di raggiungere grandi risultati. Abbiamo tanti contenitori dei quali prenderci cura: il castello, Palazzo Chigi, il convento di Sant’Eutizio… per non parlare della Faggeta vetusta del Monti Cimini, Patrimonio Unesco che giace in uno stato di quasi abbandono.

Uno scorcio di Soriano nel Cimino, dominato dal castello Orsini

Sappiamo che lei, per motivi di lavoro, è molto vicino al settore dell’agricoltura. Cosa ha in serbo la sua lista su questa importante tematica?

Occupandomi di agricoltura da ormai tre anni, posso affermare che questa tematica è strettamente legata a quella ambientale. Non a caso, nella mia squadra ci sono ben due agronomi e una persona che si occupa di efficientamento energetico. Questi particolari tasselli saranno fondamentali per sviluppare e realizzare progetti in grado di spronare la Sostenibilità ambientale e il settore agricolo. Oltre alla sopraccitata Faggeta vetusta, Soriano ha nel suo territorio molti altri siti naturalistici che avrebbero necessità di valorizzazione, come il Monumento naturale di Corviano, il Fosso del Mandrione, ma anche Fosso Castello e la Torre di Pasolini… c’è molto da fare e molto di cui prendersi cura più di quanto non sia stato fatto fino a oggi.

E riguardo le eccellenze del territorio?

Ritengo che il Comune debba impegnarsi in un vero e proprio progetto di marketing territoriale. Le risorse ci sono e ci consentirebbero di mettere in evidenza le nostre eccellenze. Altri strumenti, come il Club di prodotto e la Denominazione di origine comunale sono idee già messe in opera con ottimi risultati in altri comuni che anche da noi potrebbero fare la differenza.

Concludendo: perché un cittadino sorianese dovrebbe votarla?

Innanzitutto, perché ho una bella squadra. Come ho sempre detto loro, voglio lavorare come un vero team, all’unisono. Ognuno di loro è credibile, onorabile e di questo ne vado fiero. Un altro motivo è il fatto che ho una certa esperienza politica, cosa che mi permette di non avere paura di prendere in mano la macchina amministrativa. Inoltre, posso affermare di credere fermamente nella rinascita del bene comune. Per troppo tempo si sono messi da parte gli interessi della collettiva in favore del particolarismo: è tempo di cambiare.

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