Spending Review: la Provincia di Viterbo nel “mirino” del Commissario Cottarelli?

meroi provinciaUn interessante articolo di Carlo Tecce su “Il Fatto Quotidiano” di ieri ha rilanciato il grande tema dell’abolizione delle province.

 

Dando per assodata la necessità di razionalizzare le spese più che di “cancellare” questi enti, vale la pena sottolineare alcuni dati che emergono dal servizio e che riguardano proprio la Provincia di Viterbo: sono ben 61 le automobili a disposizione dell’ente presieduto da Marcello Meroi, 11 in più rispetto a Roma, 9 in più di Frosinone e addirittura 52 in più rispetto a Napoli dove si “accontentano” di appena 9 automobili.

 

La polemica non è nuova se si considera che già nell’aprile 2012 il presidente Meroi spiegò in un comunicato (leggi qui l’articolo integrale pubblicato sul sito della Provincia) che era inopportuno parlare di sprechi, ma che anzi a Palazzo Gentili c’era – e presumibilmente c’è ancora – un’oculata gestione della cosa pubblica. Sul tappeto italiano restano, però, le cifre che parlano chiaro: 100 milioni di euro di spesa all’anno per le macchine di rappresentanza o di servizio a disposizione delle 107 province. E, non avendo al momento a disposizione le cifre relative a Viterbo, possiamo limitarci a supporre che non siano inferiori alla media, tutt’altro, visto il già citato numero di auto a disposizione: 61 (per Tecce), o 68 (anzi 157 in tutto, ad aprile 2012, come ricordato dallo stesso Meroi nel succitato comunicato).

 

Sulla proposta di abolizione delle province, d’altra parte, il dibattito è accesissimo: basti considerare i risultati di un recente sondaggio Ispo tra i Comuni sotto i 15mila abitanti. Per il 64% dei sindaci dei piccoli Comuni intervistati la riforma non porterà alcun risparmio, il 65% non la considera prioritaria e un eventuale trasferimento delle competenze provinciali ai Comuni comporterebbe problemi a Patto di Stabilità e mancanza di risorse (63%) e carenza di personale e blocco turnover (53%). Qui trovate i risultati del sondaggio.  

 

Chissà se il Commissario per la Spending Review Carlo Cottarelli terrà conto anche di questi sondaggi, oppure se vorrà portare a termine fino in fondo il suo proposito di vivere “in un Paese in cui soltanto un ministro viaggia a spese dello Stato”?

   

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