Stato di salute sempre più precario alla casa di riposo San Giuseppe

ACQUAPENDENTE (Viterbo) – Anno nuovo e “stato di salute” sempre più precario per la Casa di Riposo San Giuseppe. “I vaneggiamenti informativi di uno sparutissimo gruppo di cittadini aquesiani miranti tanto ad incensare il lavoro commissariale quanto iniziative risultate insulse ed inefficaci alla causa, cozzano con il dato numerico principale di fine anno: il disavanzo supera le 700.00 euro”. Questa la presa di posizione dei consiglieri di minoranza Aldo Bedini, Sergio Iacoponi, Franco Ferri, Alessandro Brenci. “Grave la latitanza in materia della Regione Lazio –  sottolineano -Dopo aver in più di una circostanza sollecitata la stessa come assise di Consiglio Comunale e ricevuto da Lei assicurazione circa una definitiva sistemazione da parte della Pisana, il quadro a Martedì 12 Gennaio è questo: 1) La Regione non ha fatto un bel niente; 2) La gestione commissariale è scaduta e non è stata rinnovata ragion per cui l’Ente è senza un responsabile ed in balia dello stesso; 3) Il sindaco onde evitare la sospensione dei servizi agli anziani ricoverati compresi la mensa, il riscaldamento e l’energia elettrica e l’assistenza con i rischi di salute e la pubblica privata incolumità è stato costretto, suo malgrado, ad emettere in data l’Ordinanza N° 156 con la quale ha assunto in proprio le funzioni da parte del Comune di Acquapendente in via provvisoria ed urgente la gestione operativa della stessa autorizzando gli Uffici comunali ai provvedimenti di competenza per evitare l’interruzione dei servizi socio-sanitari agli ospiti. Questo il quadro desolante in cui si trova oramai da tempo. Quanto può durare? Perché la Regione, responsabile della situazione, non interviene lasciando tanti ricoverati non autosufficienti in una situazione e dir poco vergognosa, che a nostro parere ha assunto concretamente i caratteri che dovrebbero interessare le competenti autorità. E’ bene che i cittadini siano informati e che siano, oggi più che mai, vicini ai numerosi ricoverati che non hanno alcuna responsabilità e che rischiano, di questo passo, di trovarsi fra non molto in mezzo alla strada”.

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