Steward e Daspo Urbano, ecco il piano Fdi per la sicurezza a Viterbo

di EMANUELE FARAGLIA –

VITERBO – Dopo aver ricordato la strage di Capaci del 23 maggio 1992 dove persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia Giuseppe Peruzzi Talucci ha introdotto il tema portante della conferenza di questa mattina presso la sede di via A. Volta, ovvero la sicurezza ed il controllo del territorio, affermando che: “Non ci si deve arrendere e non può essere tutto scontato”.

Oltre al coordinatore del tavolo che ha redatto il programma elettorale del centrodestra , Pier Paolo Pasqua, e ai candidati al consiglio comunale viterbese Paolo Bozzi, Gianluca Grancini, Costanza Fantucci e Vittorio Joppolo, era presente anche l’assessore alla Sicurezza del Comune di Pordenone Emanuele Loperfido il cui operato costituisce una sorta di modello di riferimento. Anche perché, almeno per quanto riguarda gli abitanti le differenze non sono così grandi, 50mila Pordenone, 60mila Viterbo: “Quando ci siamo insediati come amministratori avevamo la Questura sotto organico” l’amaro incipit dell’assessore.

Lo stesso Loperfido ha ricordato come l’ex presidente della regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani (Pd) abbia inviato 15 uomini , “ma non bastavano. La polizia di Stato con età meda di 49 anni quando sono costretti a fare ordine pubblico vi potete immaginare quali possano essere gli esiti, e io li ringrazio per quanto fanno”.

Per ovviare alla scarsità di uomini e agenti il progetto di Pordenone prevede l’utilizzo della figura dello steward, persone che, debitamente formate, possono intervenire in occasione di eventi pubblici anche per problemi di salute, manovre antincendio, probemi di ordine pubblico.

“Vedendo questa figura, anche grazie all’ intuizione del Comandante di Polizia municipale, ci siamo chiesti perché non utilizzare queste figure perché si possa stare in questi locali in maniera serena e qualcosa di simile lo portiamo in tutto il contesto cittadino? Dal punto di vista normativo questa possibilità è stata confermata dal decreto Minniti, che non mi pare abbia la tessera di Fdi, forse l’unico ministro serio del governo Gentiloni”.

Loperfido ha spiegato che è inutile che un’amministrazione spenda milioni di euro per parchi, viabilità e accessibilià dei luoghi pubblici se poi non sa garantire la sicurezza: “Le persone vogliono vedere monumenti e architettura e devono poterlo fare in modo libero e spensierato, con donne da sole , da mattina presto alla sera. Quindi grazie a questa figura di steward, abbiamo predisposto questo progetto che ha un costo (14 euro l’ora di media, il costo cambia a seconda dell’orario, ndr), l’amministazione comunale non può sostenere da sola questo sforzo. Però tutti colori i quali hanno interesse hanno contribuito anche loro a finanziare questo progetto”.

L’esempio dello stato di generale insicurezza che si respira anche in una cittadina come Pordenone è quello delle commesse che parcheggiano fuori dal centro e che non si sentono adeguatamente protette quando vanno a riprendere la macchina, magari al buio, di inverno: “Ci piacerebbe che anche le commesse non avessero questo timore”.

Il progetto degli steward urbani è finanziato anche dai gestore dei parchi che , purtroppo, spesso sono frequentati da “ persone legate al mondo della dipendenza – le parole di Loperfido – la Asl le lascia perché lì è male minore, tossici che bevono, spacciano, per carità fanno uso personale. Ma di fronte a certe scene la nonna col bambino, la mamma non ci va al parco. Investire in questi parchi non vale la pena e quindi il progetto è finanziato dai gestori e anche da chi gestisce i parcheggi, che poi vanno in perdita perché hanno meno utenza”. Due le pattuglie che si intersecano tra loro e ricalibrano il servizio a seconda delle emergenze.

Il Comune di Pordenone, che oltre al sindaco ha 3 assessori, per rendere effettivo il dispositivo ha “immediatamente messo mano al regolamento comunale che non si toccava dal ’32, dove si parlava di calessi….”. Il nuovo regolamento è stato adeguato al decreto Minniti laddove si fa riferimento al Daspo Urbano e alle persone di accattonaggio “molesto”: “Chi ha bisogno di una mano non la si nega a nessuno, tutte le amministrazioni hanno gli strumenti, ma l’accattonaggio molesto te lo trovi con orari alla stregua dei dipendenti del supermercato. E sanno anche come si devono comportare quando i poliziotti vanno li. Anche la Polizia Municipale può identificare questi soggetti e tramite provvedimento il sindaco può andare dalle forze di polizia. A queste persone dobbiamo dare il Daspo urbano che parte dal sindaco ed è rafforzato dal Questore”.

Fenomeni di accattonaggio cosiddetto “molesto” e di microcriminalità sono una novità per una piccola cittadina come Pordenone e a questo proposito Loperfido ha ricordato un aneddoto: il Prefetto, dopo aver lavorato al sud, arrivato in Friuli si è lasciato scappare “tutto sommato state bene”, ebbene oggi la risposta di Loperfido è stata: “Sì è vero, ma vogliamo mantenre i livelli di qualità della vita alla quale siamo abituati”. Loperfido ha poi citato una recente operazione con la Questura in collaborazione con la polizia municipale al fine di constrastare il fenomeno dello spaccio con esito abbiamo 22 arresti e tutti richiedenti asilo . Per questo, ha ribadito , è importante il controllo del territorio , per “ identificare zone a rischio e meno a rischio, identificare chi rovina l’immagine della città con gli strumenti a disposizione. Gli strumenti ci sono: e la comunità di Fdi è in grado di dimostrarlo”.

Che non si debba stare troppo tranquilli neppure a Viterbo lo si evince dalle parole del candidato consigliere Costanza Fantucci , imprenditrice nel settore del turismo e titolare di un’azienda da poco premiata dal Rotary Club, intervenuta per sottolineare “Lo stato di degrado e insicurezza in cui viviamo. Ogni giorno rapine, inseguimenti da far west, ieri un accoltellamento all’Ellera, oggi un uomo picchiato a morte in centro, alcol e droga diffusi come non mai tra i nostri ragazzi. Da mamma di due figli, uno 17 e uno di 12 anni, la preoccupazione di un genitore è soprattutto quando escono. Io stessa vedo il racket dell’elemosina. Nonostante lo sforzo delle forze dell’ordine. E ringrazio la Questura che ha riconquistato Prato Giardino”.

La stessa Fantucci ha spiegato che, per implementare il piano sicurezza targato FdI ci saranno un incremento delle telecamere e il riordino totale del corpo di Polizia Municipale , passando per quanto appreso dal “modello Pordenone”: “I nostri esperti – la chiosa della candidata – hanno già individuato le coperture finanziarie”.

Il consigliere Gianluca Grancini, anche lui candidato alle amministrative del 10 giugno, ha assicurato di aver chiesto come gruppo un appuntamento al questore Surace per parlare di questi temi. ” E la risposta – il suo augurio – potrebbe arrivare a breve.

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