di REDAZIONE-
La notte di Capodanno si è trasformata in una tragedia nella prestigiosa località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera, dove un devastante incendio scoppiato nel bar sotterraneo Le Constellation ha provocato almeno 47 vittime e 112 feriti. La maggior parte delle persone coinvolte sono giovani tra i 20 e i 30 anni riuniti per celebrare l’arrivo del 2026.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato innescato da candele scintillanti montate su bottiglie di champagne e sollevate sopra la folla. Le fiamme avrebbero raggiunto rapidamente il soffitto in legno, causando un flashover, un passaggio improvviso da incendio localizzato a incendio generalizzato, che ha trasformato il locale in una trappola senza vie di fuga.
I sopravvissuti raccontano momenti di terrore: decine di persone ammassate in una stretta scala di uscita, altri costretti a rompere le finestre, mentre fumo e calore rendevano impossibile orientarsi. La polizia cantonale ha escluso fin da subito l’ipotesi di un atto terroristico, parlando invece di un tragico incidente.
La tragedia coinvolge direttamente anche l’Italia. Tredici italiani sono ricoverati, cinque dei quali con ustioni gravissime. Alcuni feriti sono stati trasferiti negli ospedali lombardi, mentre altri, in condizioni critiche, restano in Svizzera. Una sedicenne si trova in coma a Zurigo. Il numero dei connazionali inizialmente dati per dispersi è stato ridotto da sedici a sei.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato una visita sul posto e segue la situazione in coordinamento con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado e il consolato di Ginevra hanno attivato un’unità di crisi.
Per gestire l’emergenza sono intervenuti 42 ambulanze, 13 elicotteri e tre camion dei vigili del fuoco. La Commissione europea ha attivato il Meccanismo di protezione civile, mentre l’Italia – soprattutto attraverso le strutture sanitarie di Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia – si è resa immediatamente disponibile ad accogliere i feriti.
L’identificazione delle vittime si presenta estremamente difficile a causa delle condizioni dei corpi. Il procuratore generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, parla di un lavoro “complesso e doloroso”. Le famiglie, svizzere e straniere, attendono notizie in un clima di angoscia.
Il presidente federale Guy Parmelin ha definito l’incendio “una delle peggiori tragedie della storia del Paese”. Numerosi i messaggi di cordoglio giunti da tutto il mondo, tra cui quello del presidente italiano Sergio Mattarella.
Mentre le indagini proseguono, Crans-Montana e l’intera Svizzera vivono giorni di lutto per una catastrofe che ha strappato la vita a decine di giovani proprio nel momento dedicato alla speranza e ai nuovi inizi.








