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Strepitoso successo di ‘Acrobazie Letterarie’ con Claudio Giovanardi e il suo libro “Voci di casa Pascoli” (VIDEO)

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) – Attraverso la cultura si creano sinergie. Infatti ieri, 9 agosto, nell’ambito della manifestazione “Notti di mezza estate” che si svolge nel cortile dello storico Palazzo Doria Pamphilj, è andato in scena con grande successo di pubblico lo straordinario incontro con Claudio Giovanardi, ospite di ‘Acrobazie Letterarie’ (8 luglio-10 agosto 2025), rassegna artistico-culturale realizzata con il contributo del Comune di Viterbo, che ha proposto in contemporanea due straordinari eventi legati alla figura di Giovanni Pascoli (1855-1912).

“Siamo a casa della Regione Lazio – ha esordito Giulia Marchetti ideatrice e direttrice artistica di ‘Acrobazie Letterarie’ – nel palazzo di Donna Olimpia Pamphilj dove, in questo spazio sono stati organizzati gli eventi di “Notti di mezza estate”, grazie a Lazio Crea e ad altri interlocutori, a cui noi di ‘Acrobazie Letterarie’ siamo andati ad interagire e questa sera siamo ospiti nello spazio di quest’altra rassegna. E’ bello, attraverso la cultura, creare queste sinergie”. Dello stesso avviso è Alfonso Antoniozzi, assessore alla Capitale Europea della Cultura, intervenuto alla serata per portare i saluti istituzionali del Comune di Viterbo.

Tutto è iniziato con l’ospite Claudio Giovanardi, scrittore e professore ordinario di linguistica italiana presso l’Università Roma Tre che, in dialogo con Benedetta Lomoni, ha illustrato a grandi linee la sua recente opera letteraria “Voci da casa Pascoli” (La Lepre). E subito dopo i calorosi applausi e il “firma copie”, è andato in scena per la prima volta il reading teatralizzato, scritto dallo stesso Giovanardi e tratto dal suo libro, dal titolo “Incontro con Giovanni Pascoli”, interpretato da Arcangelo Corinti e Elda Martinelli (Teatro di Carta). E qui, per la bravura degli attori, gli applausi non finiscono mai.

Qualche domanda di Tuscia Times all’autore Claudio Giovanardi

D- Questo romanzo non è una biografia, parla del Pascoli poeta.Il lavoro di ricerca ha portato problemi?
R- Problemi no, ma certamente è stato un lavoro impegnativo, perchè il problema è stato quello di dover scrivere ambientando la scrittura al tempo di Pascoli. Quindi ho dovuto cercare anche uno stile adatto a rappresentare una vicenda di più di 100 anni fa. E l’italiano di allora non è quello di oggi. Direi di più, c’è stata anche non solo una ricerca linguistica ma anche una ricerca per quanto riguarda il costume del tempo, la società del tempo. Quando devi descrivere le città in cui Pascoli è stato, non è che puoi sparare cose a caso e quindi mi sono dovuto anche documentare.

D – Cosa ama di Pascoli?
R – La sua storia di uomo L’uomo Pascoli, con tutte le sue debolezze e tutte le sue grandi risorse, è quello che mi ha affascinato. Pascoli è stato uno di noi, nel senso che ha vissuto tutte le difficoltà che vive un uomo comune, e in questo senso è una figura molto moderna per quanto riguarda la storia della letteratura italiana, che è una storia fatta di personaggi che potevano permettersi di fare solo quello. Pascoli no. Pascoli era pieno di debiti, mille problemi, pianiucolava continuamente, si raccomandava a destra e a sinistra.

D – Pascoli, un uomo che ha sofferto?
R – A parte la sofferenza, era un uomo che si misurava con la quotidianeità. E questo è un fatto estremamente nuovo, rivoluzionario nella storia della letteratura italiana. Fino a quel momento non era così.

D -Pascoli professore, amava esserlo?
R – Nel libro dico una cosa in cui credo molto e che in fondo mi riguarda anche, cioè quando era professore si vergognava di essere poeta, e quando era poeta si vergognava di essere professore.
Nel senso che ha sempre scisso le due attività. A differenza di Carducci, che è stato anche lui professore, ma lui il vate Carducci (1835-1907), il poeta con la ‘p’ maiuscola, era per caso anche professore. Ma si definiva poeta. Mentre Pascoli non sapeva come definirsi.

D – E’ stato uno sforzo immedesimarsi nel personaggio?
R- Questo libro non è né una biografia di Pascoli, né uno studio scientifico sulla sua poesia. Tutt’altro. E’ un romanzo. Un romanzo corale cui partecipano anche personaggi della vita di Pascoli come i fratelli, le sorelle, gli amici. Tutti prendono la parola in questo affresco collettivo che ci restituisce la storia umana di un poeta che è stato, per citare il filosofo Friedrich Nietzsche (1844 – 1900), è stato troppo umano.

D – Quindi dal libro è scaturita l’idea di scrivere anche un testo teatrale?
R – In realtà mi è stato commissionato per un’altra occasione che si farà a Roma, il 22 ottobre al Teatro Tor di Nona, con l’occasione ho realizzato con una versione un po’ diversa per questa serata di ‘Acrobazie Letterarie’, con i due attori del Teatro di Carta, Arcangelo Corinti e Elda Martinelli . Una lettura teatralizzata.

La rassegna Acrobazie Letterarie continua con altri appuntamenti dedicati alle Passeggiate
Emozionali in Notturna a cura di Colombo Bastianelli, consultabili sul sito www.tusciartlab.com.

La rassegna ha il patrocinio della Biblioteca Consorziale di Viterbo e il sostegno di Ance Viterbo,
Balletti ParK Hotel, Centro Edilizia Mimosa, C.G.T. Elettronica, Merceria Marchetti Patrizia, VM
Group e Topcars Viterbo.

 

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