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Protezione Civile

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Suor Francesca Farnese e Santa Giacinta Marescotti (VIDEO)

di MARIELLA ZADRO-

VITERBO- Quale eredità dal passato e quale chiamata per il presente? “Penso che il profilo e la sensibilità di Santa Giacinta, straordinari per l’epoca, si riproducano oggi e diventino oggi per la vostra vita una sfida: come quello stile ha bisogno di essere ricontestualizzato? Le figure di santità non si devono cristallizzare, la santità è un flusso dinamico. Quel seme di Santa Giacinta -oggi- che cosa significa per voi Sorelle e per la società?”
Con queste parole incisive e incoraggianti il Vescovo Piazza ha aperto il 24 maggio scorso la Giornata di Studi organizzata dalle Clarisse di San Bernardino insieme agli studiosi Maurizio Grattarola, Francesca Giurleo e Elisabetta Gnignera.
Al centro del serrato confronto pluridisciplinare le vicende delle due monache: Santa Giacinta Marescotti (1585-1640) – santa viterbese vissuta nel Monastero S. Bernardino dove tutt’ora è custodito il corpo – e suor Francesca Farnese (1593-1651), fondatrice del Monastero Santa Maria delle Grazie di Farnese.
Attraverso i contributi dei 14 relatori coinvolti è emersa l’audacia di queste donne, già anticipata dal titolo dell’iniziativa. Un’audacia che fa pensare, dal punto di vista storico, culturale e spirituale; e che mette la società civile e la comunità ecclesiale davanti ad una verità dirompente: quando il coraggio e la determinazione del carattere incontrano la passione per Dio difficilmente resistono convenzioni e schemi di facciata. Le due monache protagoniste di questa ricerca hanno dimostrato, ciascuna a proprio modo, di essere donne libere in cerca di un Senso per la vita. E il fatto di averlo trovato, nonostante difficoltà, incomprensioni e anche costrizioni iniziali, in Monastero non ha impedito loro di esprimere quel fuoco interiore che le ha caratterizzate sin dalla giovinezza.
Significativo il saluto finale della madre della Comunità monastica, sr Gloria, la quale ha riportato l’attenzione sul focus della lettura storica e filologica proposta dai tecnici e dagli studiosi professionisti, ovvero la concretezza di una vita monastica che oggi non perde nulla della tradizione, ma che studiando e custodendo la propria storia si rinnova e si rigenera ogni giorno per essere e continuare ad essere presenza viva e vivace a servizio della Chiesa e della città.
Partecipanti e organizzatori entusiasti dell’evento, sono già nuovamente al lavoro per la pubblicazione degli Atti, di cui attendiamo notizie in futuro.
Ci auguriamo che ricerche come questa, capaci di indagare il passato per illuminare il presente possano continuare e trovare sempre più interesse nella comunità locale.