di GIUSEPPE INTAGLIATA CHERUBINI-
Il 13 settembre 1985 usciva in Giappone Super Mario Bros. per Famicom, la console domestica di Nintendo (conosciuta in Occidente come NES). Creato da Shigeru Miyamoto, il gioco sancì l’ascesa definitiva di un personaggio già apparso negli arcade come Jumpman in Donkey Kong (1981) e poi trasformato in idraulico in Mario Bros. (1983).
Il successo fu straordinario: oltre 40 milioni di copie vendute in un’epoca in cui il videogioco casalingo era ancora agli albori. Super Mario Bros. introdusse innovazioni decisive, abbandonando il modello dei platform statici per uno scorrimento fluido che stimolava scoperta ed esplorazione. Lo scenario, con funghi giganti, tartarughe, fiori-piranha e tubi segreti, contribuì a creare un mondo colorato e riconoscibile, aprendo la strada a nuove forme di avventura digitale. Da allora Mario è diventato il volto simbolo di Nintendo e uno dei franchise più venduti di sempre, arricchito da spin-off come Mario Kart, Mario Party e Mario Sports. Non solo: ogni titolo principale ha segnato una svolta per l’industria videoludica, dal portatile Super Mario Land (1989) al rivoluzionario Super Mario 64 (1996), fino alle più recenti avventure in 3D e oltre. A quarant’anni dal debutto, Mario non è soltanto un personaggio dei videogiochi, ma una vera e propria icona culturale capace di attraversare generazioni e piattaforme, restando sempre al centro dell’innovazione.





