VIGNANELLO (Viterbo) – Riceviamo dal Comitato civico spontaneo Vignanello e pubblichiamo: “C’è un momento in cui i numeri smettono di essere semplici cifre su un foglio e diventano storie, volti, e soprattutto una voce comune che non può essere ignorata. È quello che sta accadendo in questi giorni a Vignanello e nei comuni limitrofi, dove la mobilitazione dei cittadini ha raggiunto un traguardo straordinario: superata quota 2.000 firme.
Nata per esprimere la posizione del territorio riguardo alla recente gestione e accoglienza dei migranti a Vignanello, la raccolta firme si è trasformata rapidamente in un vero e proprio fenomeno di partecipazione popolare che sta attraversando l’intera provincia.
I telefoni non smettono di squillare: le preoccupazioni dei cittadini e dei commercianti.
Al di là del dato numerico, a impressionare è l’energia e la costante urgenza che muove questa iniziativa. I telefoni dei referenti del comitato sono letteralmente presi d’assalto a qualsiasi ora del giorno.”Ci chiamano continuamente”, raccontano gli organizzatori. “Non sono solo i residenti di Vignanello a cercarci, ma tantissime persone dai comuni vicini. La domanda non è solo ‘Dove posso venire a firmare?’, ma è spesso uno sfogo per dare voce a timori reali e quotidiani che toccano tutti, dalle famiglie a chi ha un’attività commerciale”.
Tra le preoccupazioni più sentite che emergono dalle telefonate, c’è quella legata ai trasporti locali: molti genitori esprimono forte apprensione per l’impatto che questa situazione potrà avere sui bus utilizzati ogni giorno dai nostri ragazzi per andare a scuola. A questo si aggiungono le comprensibili ansie di chi abita nelle immediate vicinanze della struttura o possiede un’attività in zona, preoccupato per come cambierà la quotidianità del proprio quartiere e per la gestione della sicurezza.
Il nodo viabilità: una zona buia e senza marciapiedi
Un altro tema caldissimo emerso dai racconti dei cittadini riguarda la localizzazione della struttura. Trovandosi in una zona fuori dal paese, emergono forti criticità legate alla viabilità e alla sicurezza stradale.
I residenti segnalano che l’area è particolarmente buia, servita da pochissimi lampioni e completamente priva di marciapiedi. Il timore più grande si concentra nelle ore notturne: il rischio che persone si trovino a camminare a piedi sul ciglio della strada al buio fa temere il verificarsi di gravi incidenti stradali, mettendo a repentaglio sia l’incolumità dei pedoni sia quella degli automobilisti.
Questa risposta così massiccia testimonia il desiderio profondo da parte della cittadinanza di essere ascoltata e tutelata, partecipando attivamente alle decisioni che toccano da vicino la vita quotidiana, la sicurezza e il futuro del proprio territorio.
Oltre la politica: la forza di un territorio unito
Se c’è una lezione che questa vicenda sta insegnando, è che quando una comunità si muove per il bene comune, i vecchi schemi e le divisioni passano in secondo piano. Non si tratta di una questione di schieramenti, ma di una richiesta chiara e corale di attenzione, trasparenza e coinvolgimento nelle scelte che riguardano il paese.
I banchetti allestiti nei vari comuni non sono stati solo punti di raccolta, ma veri e propri luoghi di incontro e confronto, dove i cittadini hanno potuto condividere preoccupazioni, speranze e l’orgoglio di appartenere a una comunità che sa ancora fare squadra.
La cittadinanza ha dimostrato che quando il territorio chiama, la risposta è immediata, forte e consapevole. E ora, quella voce rimbalzata di comune in comune attende solo di essere ascoltata da chi di dovere”.








